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A Progetto Fuoco il valore del legno nel resistere al fuoco ed al tempo

febbraio 24, 2018 4:47 pm Category: Economia, In evidenza, Manifestazioni, ultimaora Scrivi un commento A+ / A-

Nella regione di Lipsia in Germania sono stati scoperti quattro pozzi in rovere che hanno resistito sotto terra per settemila anni, al punto da essere le costruzioni in legno più antiche arrivate fino a noi dal Neolitico. Il legno è un materiale edile che non solo resiste al tempo, ma anche al fuoco. La sicurezza degli edifici lignei dipende tuttavia da una serie di accorgimenti.

È quanto emerso oggi a Verona alla fiera “Progetto Fuoco”, nel corso del seminario “Fuoco e costruzioni di legno”, organizzato da Percorsi-legno in collaborazione con gli ordini professionali veronesi di architetti, ingegneri e geometri.

Il direttore interregionale dei Vigili del Fuoco del Veneto, Fabio Dattilo, ha spiegato che in fase costruttiva devono essere verificati i tempi di reazione e resistenza al fuoco effettuando adeguate campagne di prova e ponendo attenzione alle parti tecniche dell’edificio, dato che spesso sono queste le più sensibili. L’esperto ha ricordato l’incendio di un palasport in legno, dove a prendere fuoco erano stati i controventi in acciaio.

«Il legno – ha aggiunto il direttore – resiste bene all’incendio in quanto contiene acqua, ma la sua superficie brucia rapidamente. I costruttori devono quindi conoscere le caratteristiche dei materiali e le modalità costruttive e di assemblaggio, ma anche saper interpretare correttamente lo schema costruttivo, seguendo le fasi progettuali realizzativa e manutentiva. Uno dei parametri da considerare – ha concluso l’ingegnere – è la compartimentazione degli spazi, per far sì che le fiamme non si propaghino rapidamente».

È invece capace di resistere bene alle fiamme, una giunzione non poliedrica in legno unica al mondo (nelle versioni a gobba di cammello e con aggrappo a smussone), ideata dal professor Felice Ragazzo, docente dell’Università La Sapienza di Roma, e presentata a Progetto Fuoco. È arrivato dall’università La Sapienza anche l’architetto Fabio Spera, che ha illustrato le risposte tecniche e istituzionali ai grandi incendi della storia, dal grande rogo di Roma nel 69 d.C., quando il Foro fu salvato dalla presenza di mura alte 11 piani, al disastroso incendio di Chicago del 1871, che diede il via alla nascita dei primi grattacieli.

Non sono mancate infine le relazioni tecniche: da quella del consulente Celenit, Eddy Tiozzo, sul comportamento dei materiali isolanti rispetto al fuoco, a quella del professore Antonio Pantuso (IUAV Venezia) e dell’ingegnere Silvia Ientile sulla valutazione della resistenza al fuoco di elementi strutturali lignei; dall’intervento dell’ingegnere Massimiliano Ronconi sulla verifica della sicurezza al fuoco di solai misti legno/calcestruzzo a quello sulle prove al fuoco di pannelli XLam a cura del geometra Pietro Spampatti; dal focus su manutenzione e protezione del legno del geometra Alberto Bacchini (direttore HDG Parma) a quello sul rapporto fuoco – legno spiegato dal geometra Alessio Piacenza. A condurre i lavori è stato il professore Franco Laner dell’Università IUAV di Venezia.

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