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Arena di Verona, si riapre lo scontro lavoratori-dirigenza

agosto 8, 2018 11:14 am Category: Cronaca, In evidenza, ultimaora Scrivi un commento A+ / A-

Un’ora di sciopero prima della Carmen, domani sera, giovedì 9 agosto, riapre a Verona la vertenza sindacale dei lavori della Fondazione Arena, l’ente che gestisce il più grande teatro lirico all’aperto del mondo. Una presa di posizione dei sindacati, dalla Cgil, Cisl, Uil, alla Fials, che farà slittare di un’ora l’inizio dello spettacolo, dalle 20,45 alle 21,45, con dalle 19 presidio e volantinaggio dei lavoratori (sono oltre 120) davanti all’anfiteatro Areniano per spiegare le loro ragioni.

«A fronte di relazioni sindacali inconcludenti con una direzione che non fornisce garanzie credibili ed, anzi, demanda la definizione del nostro futuro ad un piano industriale commissionato all’esterno, cui il sindacato non è chiamato a partecipare, abbiamo deciso di indire un’ora di sciopero ribadendo la ferma volontà di avere garanzie su determinati punti, inderogabilmente prima del termine della stagione Areniana in corso», chiarisce il comunicato unitario dei sindacati.

Riparte quindi il confronto tra sindacati e management della Fondazione Arena, dopo che con l’arrivo del commissario Giuliano Polo, due anni fa, le acque erano tornate tranquille, i bilanci, seppur sempre in negativo, avevano però registrato un importante inversione di tendenza. Questo, è bene ricordarlo, con la Fondazione che nel 2015 rischiò la messa in liquidazione, alle prese con una crisi finanziaria segnata da debiti con le banche arrivati a superare i 30 milioni di euro. Da lì, invece, l’intervento del ministero della Cultura, con la concessione di un anticipo di 9 milioni di euro del Fus, il Fondo unico per gli spettacoli, ed il commissario dell’ente affidato al manager Polo.

«Chiediamo da mesi alla nuova dirigenza, una vera apertura del tavolo sul contratto integrativo, con garanzia che non si addiverrà ad alcuna riduzione del costo del lavoro, in accordo con quanto più volte ripetuto anche da parte aziendale, sui giornali, in campagna elettorale, ovvero che “i lavoratori hanno già pagato per responsabilità non loro” – sottolinea Paolo Seghi della Cgil -. Dopo anni in cui abbiamo subito tagli, accordi speciali con riduzioni dello stipendio e ferie a mezza giornata, è ora che si torni alla normalità. Va definita una pianta organica funzionale del teatro, con progetto di riempimento progressivo pluriennale e immediata messa in moto dell’iter di richiesta di concorsi».

Ma soprattutto, i lavoratori chiedono di conoscere e di poter contribuire alla definizione del piano industriale della Fondazione Arena. Un piano, ed anche questo viene contestato vista la presenza in Fondazione di diversi incarichi dirigenziali e manageriali, che verrà invece approntato da un professionista esterno, con la Camera di Commercio di Verona che ha approvato un finanziamento di circa 150 mila euro per questo.

E per i sindacati anche questa è una dimostrazione del vero problema attuale

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