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Cornavirus Fase 2, oltre 60 mila i posti di lavoro persi in Veneto dall’inizio dell’emergenza

maggio 21, 2020 5:14 pm Category: Economia, In evidenza, ultimaora Scrivi un commento A+ / A-

Sono oltre 60 mila i posti di lavoro persi in Veneto dall’inizio dell’emergenza Covid-19. A dirlo i dati dell’ultimo monitoraggio dell’Osservatorio di Veneto Lavoro diffuso oggi, dalla Regione.

A partire dal 23 febbraio scorso, giorno di avvio delle restrizioni imposte dal Governo per contenere la diffusione del virus, e fino al 17 maggio sono andate perse in media 5 mila posizioni di lavoro dipendente alla settimana, tra mancate assunzioni e posti di lavoro effettivamente persi, per una contrazione complessiva pari al 3% dell’occupazione dipendente. Rispetto ai monitoraggi precedenti la riduzione settimanale media si è ridotta in funzione della minore entità delle perdite registrate nelle ultime due-tre settimane osservate. A partire dal 4 maggio, infatti, in concomitanza con il progressivo allentamento delle misure di lockdown, si registrano segnali di ripresa, o quantomeno di rallentamento della caduta occupazionale. Ma l’impatto dell’emergenza nel trimestre considerato febbraio-maggio, tra contratti cessati e mancate assunzioni, segna una perdita congiunturale netta di posizioni di lavoro dipendente attorno 62.700 unità.

Il settore più colpito rimane quello turismo: rispetto al 2019 l’Osservatorio di Veneto Lavoro quantifica 30 mila posti di lavoro in meno. Sul comparto grava inoltre l’incertezza riguardo ai numerosi contratti a termine in scadenza entro il mese di giugno e per i quali il rinnovo rimane in dubbio. I servizi turistici, in primis ristorazione e ricettività, continuano a scontare un vero e proprio “blocco” della domanda (meno’85% rispetto ai volumi dello scorso anno). Ma anche l’istruzione privata (-88% nelle ultime due settimane), l’editoria e la cultura scontano pesantemente gli effetti della mancata ripartenza.

Il settore agricolo è l’unico, insieme ai servizi informatici, a registrare un saldo occupazionale positivo dall’inizio della crisi, con una crescita di 4.500 posti di lavoro. Il riavvio della produzione determina il recupero delle assunzioni anche nelle attività di noleggio e riparazione, nei servizi di pulizia e nelle attività professionali.

Le province con i saldi occupazionali più pesanti sono quelle dove le attività stagionali (turismo e agricoltura) hanno una incidenza maggiore: Venezia ha perso 26 mila posti di lavoro dipendente e Verona oltre 17 mila. Negli altri territori il calo risulta più contenuto: meno 6.900 a Padova, meno 4.700 a Treviso, meno 4.300 a Vicenza, meno 1.600 a Rovigo e meno 1.400 a Belluno.

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