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Da martedì Masi Agricola in Borsa. È la prima in Italia

giugno 27, 2015 8:53 am Category: Economia, Economia, In evidenza, ultimaora, Valpolicella Scrivi un commento A+ / A-

boscainis

“Mister Amarone” va in Borsa. La Masi della famiglia Boscaini sarà da martedì 30 giugno quotata al mercato “Aim” della Borsa di Milano con una quotazione di partenza di 4,60 euro per azione. Masi Agricola, tra i principali produttori italiani di vini di qualità, profondamente radicata in Valpolicella Classica e nei più vocati terroir delle Venezie, conosciuta nel mondo per i suoi Amaroni, è stata, infatti ammessa venerdì 26 giugno dalla Borsa Italiana alle negoziazioni le azioni ordinarie su Aim Italia. L’ammissione è avvenuta a seguito del collocamento istituzionale rivolto esclusivamente ad investitori qualificati italiani ed istituzionali esteri (con esclusione di Stati Uniti, Australia, Canada e Giappone e di ogni altra giurisdizione nella quale il collocamento istituzionale è soggetto a restrizioni) che ha visto raccogliere oltre 30 milioni di euro per 6.436.000 azioni, di cui 4.347.000 rivenienti dall’aumento di capitale della società e 2.089.000 poste in vendita da “Alcedo Sgr”, azionista di Masi. È stata inoltre esercitata da parte dei collocatori l’opzione di “over allotment” (la possibilità di mettere in vendita un numero di azioni superiore a quello dell’offerta) per ulteriori 965.000 azioni concessa da “Alcedo Sgr”. Masi ha determinato in euro 4,60 il prezzo delle azioni offerte nell’ambito del Collocamento Istituzionale, che ha generato una domanda complessiva di quasi 1,3 volte il quantitativo offerto. La domanda proviene per circa il 55% da 25 investitori italiani e per il restante 45% da 32 investitori esteri. Nel giorno del debutto in Borsa Italiana il flottante sul mercato sarà pari al 20% del capitale sociale.

«C’è ovviamente un’emozione di Masi e di tutti i suoi collaboratori per un risultato di alto significato trattandosi della prima azienda italiana produttrice di vini di qualità che accede al mercato del capitale – dice subito Sandro Boscaini, presidente e fondatore di Masi Agricola di Gargagnago che da sempre guida assieme ai fratelli, ai figli, ai nipoti -. Masi ha nel suo Dna l’innovazione. È stata innovativa nell’aspetto tecnico avendo contribuito come nessun altro al successo dell’Amarone, attualizzandolo attraverso interventi rispettosi della sua tradizione e dei suoi valori, ma capaci di renderlo “vino moderno dal cuore antico” – continua il presidente della Masi che due anni fa in un libro di una scrittrice inglese è stato definito “Mister Amarone” proprio per l’opera di promozione nel mondo del grande rosso della Valpolicella -. Ma ancor prima e precisamente 50 anni fa abbiamo creato il “Campofiorin”, la cui personalità e stile sono legati ad un uso non convenzionale delle uve semi appassite, creando come ha riconosciuto Burton Anderson “una nuova categoria di vini veronesi” e aprendo la strada all’attuale successo dei vini di ripasso e doppia fermentazione».

Masi Agricola, poi, è stata la prima “cantina” in Italia a far entrare nel proprio azionariato un fondo di Private Equity, dotandosi così non solo di capitali ma ancor più di una struttura tecnica di controllo e di managerialità che gli hanno permesso di sviluppare un business di eccellenza e di essere tra le prime aziende italiane ad ottenere il certificato “Elite” di Borsa Italiana. Ora l’ulteriore passaggio alla quotazione nel segmento “Aim”.

«La famiglia Boscaini non cede azioni e mantiene saldamente un’ampia maggioranza di controllo della società – assicura Sandro Boscaini -, mettendosi però nelle condizioni di sviluppare l’azienda nel solco della sua tradizione di qualità, nel rispetto della sua storia e del suo territorio, ma considerando le opportunità, anzi le esigenze competitive, di un mercato sempre più globale e sfidante. Masi è oggi in quella piccolissima cerchia dei grandi Brand del vino italiano e ci vuole rimanere da protagonista. È in grado pertanto di dotarsi di ulteriori vigneti, attrezzature e professionalità per produrre eccellenze e distribuirle nel mondo, portando fino al consumatore un messaggio della natura e della cultura del proprio territorio delle Venezie».

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