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Provincia, scontro Lega-Forza Italia per la presidenza

ottobre 10, 2018 1:21 pm Category: In evidenza, Politica, ultimaora Scrivi un commento A+ / A-

Lega e alleati lanciano la candidatura di Scalzotto

Si riaprono i giochi per il rinnovo del consiglio provinciale e, soprattutto, per la poltrona di presidente della Provincia su cui oggi siede Antonio Pastorello. Il 31 ottobre, infatti, è atteso il voto per il rinnovo dell’amministrazione provinciale che è un passaggio “di secondo livello”, perché a votare sono i sindaci dei 98 Comuni veronesi. Partito come un appuntamento senza tante pretese, con la Lega che ha indicato nel suo sindaco di Cologna Veneta, Manuel Scalzotto, il candidato presidente per tutto il centrodestra, si sta invece trasformando in una vera guerra proprio tra Carroccio e Forza Italia, che si stanno misurando senza esclusione di colpi.

In ballo, infatti, non c’è solo la presidenza della Provincia, ma a cadere il rinnovo nelle società da questa partecipate: dall’Aeroporto Valerio Catullo alla Funivia del Monte Baldo, dalla Zai di Verona a, soprattutto, le Autostrade. E a far capire che nulla è più scontato ci ha pensato proprio Forza Italia con una lettera inviata sabato 6 ottobre al commissario provinciale della Lega, Nicola Finco, nella quale il coordinatore provinciale forzitaliota e sindaco di Garda, Davide Bendinelli. Una missiva scritta venerdì 5 ottobre nel vertice tenuto a Zevio con tutti i sindaci e gli amministratori di Forza Italia o a questa vicini. In pratica ben 53 sindaci del Veronese e un centinaio di amministratori.

«I sindaci presenti hanno deciso di approvare un documento, votato all’unanimità, singolarmente per alzata di mano, attraverso il quale mi hanno dato mandato di far presente alla Lega e ai partiti di centrodestra che 53 sindaci del territorio della provincia non condividono assolutamente l’imposizione calata dall’alto di candidare a presidente della provincia, Scalzotto, e che una sua eventuale elezione non sarebbe mai stata frutto di una elezione unitaria», sta scritto nella lettera firmata da Bendinelli, che poi continua: «Questa è una strada che non porta all’unità del centrodestra, ma anzi che mortifica il ruolo degli amministratori locali. Inoltre, si fa presente che i sindaci, vista la tipologia di elezione, hanno il diritto di proporre al tavolo politico alcuni nomi e di far presente le loro istanze. Sono stati segnalati dai sindaci alcuni nomi tra cui i sindaci di Pastrengo, Gianni Testi, di Nogara, Flavio Pasini, di Grezzana, Arturo Alberti, e di Zevio, Diego Ruzza. Si chiede un confronto con la Lega e gli altri partiti per trovare una condivisione unitaria, ma con la fermezza di non voler accettare imposizioni e si considera inaccettabile la suddivisione dei posti in lista e negli enti partecipati senza aver nemmeno provato a coinvolgere il territorio. Ci si riserva di decidere di andare avanti in contrapposizione all’imposizione della candidatura di Scalzotto qualora l’istanza proveniente da oltre 53 sindaci e molti altri amministratori non venisse presa in considerazione».

Una patata bollente non da poco che rischia di far saltare non solo una possibile lista unitaria di tutti i sindaci per il candidato a presidente della Provincia, ma soprattutto di innescare una serie di fratture a catena nelle stesse amministrazioni comunali governate dal centrodestra, dove alcuni consiglieri si troverebbero a votare per Scalzotto ed altri per Pasini o per Alberti. Tutto questo, quando i giochi su Scalzotto non paiono chiari nemmeno nella Lega. Il sindaco di Cologna Veneta è, infatti, uomo del consigliere regionale Alessandro Montagnoli, referente a Verona dell’ala Salvini-Bitonci contro cui da tempo si confronta l’altra Lega: quella che fa riferimento a Zaia in Veneto ed a Maroni a livello nazionale.

Tutto questo quando sabato, a Verona, si è riunito proprio il gruppo che candida Scalzotto, con Montagnoli e Finco, che, assieme al senatore di Fratelli d’Italia e assessore a Verona Stefano Bertacco per Battiti, il deputato e consigliere comunale di Verona Ciro Maschio per FdI, Massimo Giorgetti per Associazione del Buon Governo, il consigliere regionale Stefano Casali e Michele Gruppo, assessore di Isola della Scala, per Verona Domani, hanno ribadito che Scalzotto resta «il favorito per la candidatura alla presidenza della Provincia per il centrodestra». E ieri, martedì 9 ottobre, Lega ed alleati hanno tirato dritto lanciando ufficialmente Scalzotto come candidato alla presidenza della Provincia. Ora si attende la risposta di Forza Italia con Bendinelli che pare deciso ad ufficializzare a sua volta la candidatura di Alberto Alberti, sindaco di Grezzana e già presidente di Apindustria Verona.

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