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Roma, le Mamme No Pfas alla Commissione Ecomafie: «Segnati per la vita noi e i nostri figli»

ottobre 16, 2019 10:15 am Category: Basso Veronese, Cronaca, Cronaca, In evidenza, ultimaora Scrivi un commento A+ / A-

«Quello dell’inquinamento da sostanze Perfluoroalchiliche è un dramma che ha colpito duramente il territorio veneto ha profondamente cambiato le nostre vite e quelle dei nostri figli». L’hanno ribadito,

ieri, martedì 15 ottobre, le mamme del Comitato Mamme No Pfas a Palazzo San Macuto a Roma, in audizione alla Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività mafiose connesse al traffico illecito dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlate.

«Abbiamo portato il nostro vissuto di cittadini e genitori vittime della più grave contaminazione da Pfas al mondo – dicono le mamme del Comitato Mamme No Pfas -. Questa situazione che ha colpito duramente il territorio veneto ha profondamente cambiato le nostre vite e quelle dei nostri figli. Abbiamo evidenziato alla commissione i notevoli rischi per la salute umana che la popolazione veneta colpita si trova a dover affrontare: diversi studi hanno, infatti, dimostrato che nelle nostre zone ci sono significativi aumenti di determinate patologie, sebbene ad oggi non sia ancora partito lo studio deliberato dalla Regione Veneto nel 2016 che riuscirebbe una volta per tutte a chiarire il rapporto di causalità tra queste malattie e l’esposizione ai Pfas».

«Abbiamo chiesto con forza di concedere a tutti i cittadini il diritto di accedere agli esami per la valutazione della concentrazione sierica di Pfas anche al di fuori dell’area rossa e per le persone attualmente escluse dal Piano di Sorveglianza Sanitaria – ribadiscono le mamme -. Abbiamo chiesto di approfondire il ciclo di smaltimento dei fanghi di depurazione e della rigenerazione dei carboni attivi attualmente in uso per la filtrazione dell’acqua. Inoltre, abbiamo posto l’attenzione su un aspetto ancora poco considerato in Veneto: la contaminazione da Pfas per via aerea».

«Si è poi discusso del progetto di prolungamento del collettore “Arica” e dell’utilizzo di acqua contaminata ad uso irriguo – avvertono dal Comitato -. E ed abbiamo richiesto alla Commissione di farsi nostra portavoce verso la Regione Veneto al fine di ottenere la georeferenziazione delle matrici alimentari campionate nei vari Comuni perchè ad oggi non ancora pervenuta. Ancora, abbiamo ribadito che la bonifica del sito Miteni è un intervento oltremodo urgente perché solo attraverso la rimozione del sottosuolo contaminato potremo in futuro recuperare la nostra preziosa falda acquifera. Ad oggi, infatti, la messa in sicurezza con la barriera idraulica non sta risolvendo in alcun modo il problema».

«Per quanto concerne i limiti zero per i Pfas, abbiamo ricordato che sono trascorsi ben 14 mesi da quando il Ministro Costa ha promesso di istituirli, ma ad oggi con nessun risultato – precisano le Mamme No Pfas -. Infine, abbiamo raccomandato di valutare con molta attenzione l’eventuale impatto che la costruzione della tratta Tav nell’area rossa potrebbe avere sulle falde acquifere sottostanti, creando una possibile contaminazione tra le stesse ed aggravando così una situazione già seriamente compromessa».

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