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Turismo, l’area del Soave, riconosciuta Patrimonio agricolo mondiale, lancia il progetto “Volcanic Wine Park”

dicembre 18, 2018 5:43 pm Category: Cronaca, Cronaca, Est Veronese, In evidenza, ultimaora Scrivi un commento A+ / A-

Il “Volcanic Wine Park” lanciato dall’area del Soave, e dei Colli Berici entra nella fase di promozione ed aspira ad ottenere parte dei 5 milioni di euro di fondi Ue che la Regione metterà a disposizione con un bando nel 2019-2020. E il territorio dell’Est Veronese ha un asso non da poco da giocarsi: il recente riconoscimento da parte della Fao delle colline vitate del Soave addirittura come “Patrimonio Agricolo di rilevanza mondiale ”.

«La Regione, grazie ai fondi Ue, ha dato vita ad una ventina di progetti in Veneto, tra cui questo del “Volcanic Wine Park” – ha sottolineato Paolo Rosso, dirigente di Avepa, l’Agenzia Veneta per i pagamenti in agricoltura – investendo 3 milioni con due diversi bandi per la progettazione, strutturazione e organizzazione di queste 20 diverse reti di imprese dedicate a tematiche particolari del settore turistico, che vanno dal golf all’equitazione, dall’enogastrononia al turismo in bicicletta. Ora, nel 2019-2010, lanceremo un bando per altri 5 milioni di euro, sempre finanziati dall’Ue, per la promozione in Italia ed all’estero di quanto realizzato concretamente da queste reti di imprese, che vanno da alberghi ad agriturismi ad agenzie di noleggio biciclette a centro ippici».

Rosso ha annunciato il nuovo finanziamento oggi, nel convegno organizzato all’Hotel Bareta di Caldiero, durante la presentazione del progetto turistico dedicato allo sviluppo turistico del cuore vulcanico del Veneto “Rete Volcanic Wine Park, tasting experiences in Romeo and Juliet Hills” ideato dai Consorzi del Soave, del Durello, dei Vini Gambellara e dei Colli Berici e di Vicenza, assieme a Confcommercio Verona, ed alla rete di alberghi del territorio che hanno aderito al progetto.

All’incontro sono intervenuti Andrea Bonamini, portavoce della rete d’impresa “Volcanic Wine Park”; Paolo Artelio, vicepresidente di Confcommercio Verona; Chiara Mattiello, project manager dell’iniziativa; Giamberto Bochese, presidente dell’Associazione territoriale di sviluppo “Val D’Alpone – Flore Faune e rocce del Cenozoico”; e Aldo Lorenzoni, direttore del Consorzio del Soave; ed il sindaco di Soave, Gaetano Tebaldi. È stato anche presentato il video promozionale della rete e i dati turistici dell’area.

«Un territorio dalle grandi potenzialità ancora tutte da sfruttare. Questo in sintesi il risultato dell’analisi di mercato che la Rete d’impresa Volcanic Wine Park, nata su stimolo della Regione Veneto attraverso il programma POR-FESR, ha redatto in questo primo anno di vita. Nel quale il progetto è stato presentato non solo in Italia al Merano Wine Festival, ma soprattutto su palcoscenici internazionali come Prowein e la Volcanic Wine Conference a New York, la prima del suo genere, dove si è potuto raccontare attraverso immagini e vini un territorio capace di abbinare la sua origine geologica a un turismo attrattivo ed evocativo», ha ricordato Bonamini.

«È stato inoltre l’anno dove si sono eseguiti importanti lavori di ristrutturazione e adeguamento all’offerta enogastronomica che è il cuore del progetto. Sono stati infatti realizzate sale degustazione all’interno delle strutture ricettive per attirare e sviluppare un turismo che finora è sempre stato “mordi e fuggi” – ha chiarito Mattiello -. Se si guardano infatti i dati di permanenza media, essi di rado superano i due giorni e uno degli scopi della rete è quello di invertire questa tendenza, dando modo al turista di trovare un motivo in più per rimanere nelle strutture con l’obiettivo di scoprire la zona e quanto essa può offrire».

«Il turismo enogastronomico è considerato ormai un prodotto importante nel pacchetto “Italia”, coprendo il 14% dell’intera richiesta legata al turismo e un indotto totale di oltre 12 miliardi di euro – ha concluso Rosso -. Iniziative come quella di un club di prodotto incentrato su questo movimento in un territorio la cui offerta è variegata soddisfa un cliente che ricerca nuove esperienze, posti incontaminati e sapori genuini».

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