Verona si conferma tra le province meno care del Veneto per il costo del servizio idrico integrato. E il dato ufficiale è anche migliore di quello riportato da “Cittadinanzattiva”. Lo attesta il Consiglio di Bacino dell’ATO Veronese, che in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, tenuta ieri, 20 marzo, ha comunicato il dato ufficiale: 408 euro in media per un consumo di 182 metri cubi l’anno, anziché 430 euro, quindi 22 euro in meno rispetto a quello segnalato dall’associazione. Un dato migliore, che colloca Verona tra le province con la tariffa più contenuta a livello regionale.
Un risultato che conferma la solidità del modello veronese, basato sulla programmazione e sul controllo esercitati dal Consiglio di Bacino dell’ATO Veronese, ente garante del servizio idrico integrato sul territorio, e sull’operatività delle due società di gestione: Acque Veronesi, per gran parte della provincia, e Azienda Gardesana Servizi, per l’area del Garda.
Il dato assume particolare rilevanza in una giornata che invita a riflettere sul valore dell’acqua come bene essenziale, da tutelare e gestire con equilibrio, responsabilità e visione di lungo periodo. Il contenimento dei costi per cittadini e famiglie si accompagna infatti alla necessità di garantire investimenti costantisulle reti, sulla qualità del servizio e sulla sicurezza della risorsa idrica.
«La Giornata mondiale dell’acqua è un’occasione importante per ricordare che dietro un servizio efficiente ci sono programmazione, controllo e investimenti continui – ha dichiarato il presidente del Consiglio di Bacino dell’ATO Veronese, Bruno Fanton (nella foto) -. Il fatto che Verona si confermi tra le province meno care del Veneto rappresenta un dato positivo, che testimonia l’impegno nel garantire ai cittadini un servizio di qualità a costi sostenibili, senza perdere di vista la tutela di una risorsa fondamentale come l’acqua».






