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21 Giugno 2024
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Affi, arrestati gli autori degli assalto ai bancomat con le ruspe: due pregiudicati del Bresciano

Non avevano esitato a sfondare le vetrate della filiale della Banca Popolare di Verona a San Pietro in Cariano utilizzando un escavatore rubato poco prima, con il quale per portare via il bancomat avevano danneggiato un palo dell’illuminazione pubblica e le tre auto parcheggiate davanti all’istituto di credito la notte del 6 agosto scorso, e si erano ripetuti a Sant’Ambrogio di Valpolicella il 13 novembre successivo quando, in piena notte,  con una ruspa trafugata a Dolcè avevano sradicato il bancomat della BPM di Domegliara, poi ritrovato a Gavardo (BS) due giorni dopo. I due autori, un quarantaseienne ed un quarantanovenne della provincia di Brescia, pluripregiudicati, sono stati tratti in arresto ieri mattina dai Carabinieri della Compagnia di Caprino Veronese, al termine di complesse indagini iniziate subito dopo il primo episodio.

Gli investigatori del Nucleo Operativo e Radiomobile hanno infatti ricostruito che i due pregiudicati, approfittando della attività lecita che svolgevano alle dipendenze di una azienda del settore terziario della sponda bresciana del lago di Garda, per la quale dovevano spostarsi nelle province di Verona, Trento e Mantova, avevano la possibilità di eseguire meticolosi sopralluoghi e scegliere con cura gli obiettivi, dopo aver pianificato le vie di fuga. Per questo motivo, hanno accertato i militari, i due furgoni cassonati muniti di braccio meccanico usati per portare via gli apparati bancomat, entrambi rinvenuti dai Carabinieri di Gavardo, sono stati asportati in Provincia di Trento qualche giorno prima dei due colpi e poi nascosti in prossimità degli istituti bancari, mentre le due ruspe servite per sfondare le vetrate e sradicare le casse automatiche dai muri sono state asportate solo pochi minuti prima di entrare in azione da altrettanti cantieri di Volargne di Dolcè, zona vicina ai due obiettivi prescelti, limitando così il rischio di dover percorrere troppa strada col mezzo rubato. All’identificazione dei due, i Carabinieri sono giunti analizzando ore e ore di riprese dei sistemi di videosorveglianza dei comuni della Valpolicella, individuando la vettura “pulita” che accompagnava i mezzi rubati quando venivano posizionati prima delle azioni. I successivi servizi di osservazione e pedinamento e la conseguente analisi dei tabulati telefonici delle utenze in uso ai sospettati consentiva di raccogliere elementi incontrovertibili della loro presenza sui luoghi del delitto. Infine, le sembianze fisiche dei due indagati corrispondevano a quelle degli autori del reato, benchè travisati, ritratti nelle immagini dei sistemi di sicurezza degli istituti di credito colpiti.

Gli esiti dell’attività investigativa dei Carabinieri di Caprino Veronese sono quindi stati riferiti al Sostituto Procuratore della Repubblica di Verona, Maria Diletta Schiaffino, che aveva diretto le indagini, la quale concordando sull’impianto accusatorio degli operanti e ravvedendo gravi esigenze cautelari, soprattutto per il pericolo di reiterazione del reato che avrebbe potuto mettere nuovamente a rischio l’incolumità di inermi cittadini, ha inoltrato al Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Verona la richiesta di emissione di misura cautelare.

Il Gip, Carola Musio, riconoscendo gravi indizia di colpevolezza a carico degli indagati e ritenendo sussistenti le esigenze cautelari, ha emanato ordinanza di custodia cautelare in carcere, unica misura ritenuta in grado di contenere la pericolosità dei due pregiudicati, macchiatisi in passato di gravi reati.

I Carabinieri di Caprino Veronese hanno dato esecuzione alla misura ieri mattina, rintracciando i due all’uscita della Regionale 450 ad Affi mentre, a bordo del mezzo “pulito”, stavano compiendo una delle loro escursioni sulla sponda orientale del Garda.

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