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20 Maggio 2024
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Agricoltori in rivolta per l’abrogazione dei voucher. Ferrarese: «Indispensabili per la vendemmia»

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«I voucher sono stati uno strumento importantissimo per le prestazioni accessorie in campagna, rivelandosi utile anche per le categorie deboli come quelle dei pensionati e dei disoccupati. Eliminarli o stravolgerli significa vanificare un’importante forma contrattuale». È il commento durissimo di Paolo Ferrarese, presidente di Confagricoltura Verona, sul voto espresso dalla commissione Lavoro della Camera a favore dell’emendamento che abroga gli articoli dedicati al lavoro accessorio. Praticamente cancellando il sistema dei voucher.

“L’accelerazione sui voucher, impressa per scongiurare il referendum, non deve cancellare uno strumento nato per inquadrare i rapporti occasionali di lavoro – sottolinea Ferrarese -. Il problema vero è quello di eliminare gli abusi, ma non riguarda l’agricoltura, che impiega meno del 2 % dei voucher complessivi. Nel nostro settore sono, infatti, gravati da limitazioni che ne garantiscono l’uso corretto. Possono essere usati solo per pensionati, giovani studenti e in attività stagionali, come raccolte e vendemmia. Parliamo quindi di prestazioni meramente occasionali e accessorie, da svolgere nei momenti di maggiore necessità, che non penalizzano assolutamente il lavoro agricolo subordinato, che non può e non deve essere retribuito con i voucher. Grazie a questo strumento i giovani e i pensionati possono arrotondare e i cassintegrati e i disoccupati usufruire di una piccola fonte di reddito nei momenti di difficoltà».

I dati dell’Inps relativi al Veneto parlano chiaro. Nei primi otto mesi del 2016 sono stati 223.840 mila i voucher complessivi venduti in regione. Verona ne ha utilizzati 72.601, seconda dietro a Treviso che ne ha totalizzati 77.825. Quindi Venezia con 33.646, Vicenza con 16.856; Padova con 13.567; Rovigo con 6.672 e Belluno con 2.673. L’utilizzo dei voucher è risultato fortemente in calo rispetto ai 615.305 del 2015 (dati dal 1 gennaio al 31 dicembre), mentre hanno registrato un forte aumento le assunzioni a tempo determinato.

«È evidente, anche dai dati, che lo strumento dei voucher è utilizzato in modo corretto in agricoltura», dice Ferrarese. «Per questo chiediamo che venga conservato. Mantenuto e non vanificato da tetti aziendali e individuali troppo bassi, che lo renderebbero di fatto inapplicabile. Non è pensabile, per un’azienda che deve raccogliere la frutta o vendemmiare, avere un tetto soggettivo di 2.000 euro all’anno e complessivo di 3.000 euro, come previsto dal ddl all’esame del Parlamento. Come non è socialmente utile escludere dall’utilizzo dei voucher in campagna cassa integrati e disoccupati».

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