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23 Ottobre 2020
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Agricoltura, a Zevio il punto sulla stagione: bene le mele ma un disastro sulle pere colpite dalla cimice asiatica

Ritorno alla normalità per le mele, con una annata di qualità ottima, un disastro per le pere falcidiate dalla cimice asiatica per le quali la Camera di Commercio e le associazioni di categoria chiedono maggiore ricerca e sperimentazioni. Questo in sintesi è quanto è emerso dal tradizionale appuntamento annuale organizzato dalla Camera di Commercio di Verona a Zevio.

Come sottolinea Assomela, per i Paesi europei colpiti pesantemente dalle gelate primaverili dello scorso anno c’è un riallineamento della produzione con quella media del triennio 2014-2016. Anche l’Italia torna su livelli medi, dopo la batosta del 2017, in cui si era fermata a 1,7 milioni di tons. Quest’anno, invece, è prevista una produzione di 2,2 milioni di tonnellate.

Dopo le gelate del 2017, la favorevole annata in corso ha riportato la produzione di mele, nel Veneto, cioè, di fatto a Verona, ai livelli del 2016 a 217.647 tonnellate, il 23% in più rispetto allo scorso anno. Una quantità trainata dall’aumento del 38% della coltivazione della varietà Granny (56.389 tonn.), del 20% della Golden Delicious (66.683 tonn.) e del 24% della Gala (31.332 tonn.).

Questi i dati anticipati al convegno internazionale sulle stime di produzione di mele e pere Prognos Fruit ed elaborati e presentati da Alessandro Dalpiaz di Assomela.

Quanto alle pere, Elisa Macchi del Centro Servizi Ortofrutticoli, Cso, di Ferrara, ha stimato un raccolto in linea con il 2017 in Veneto, segnalando un aumento dell’1% a 78.295 tonnellate ( di cui il 44% a Verona), lievemente sotto la media triennale di 79.200 tonnellate.

«A magazzini vuoti e con una qualità molto buona, le previsioni di mercato sono un’incognita – commenta Claudio Valente, componente di giunta della Camera di Commercio di Verona – per l’export preoccupa l’instabilità politica nei Paesi medio-orientali e che nessun nuovo mercato sia stato aperto dopo la chiusura di quello russo a causa dei dazi e delle differenti posizioni sull’utilizzo dei fitosanitari. In India ad esempio, i dazi sono pari al 50% del valore e di fatto limitano le esportazioni di prodotto di qualità così come in Israele: mercati che sono interessati alle nostre produzioni».

«Purtroppo l’invasione della cimice ha invece falcidiato il raccolto di pere – commenta Valente –. È necessario studiare il fenomeno degli insetti alieni: la drosophila ha distrutti i raccolti di ciliegie e frutti a bacca rossa, ora la cimice asiatica sta mangiandosi tutte le pere e il mais, la situazione è insostenibile».

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