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5 Ottobre 2022
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Agricoltura, Agribi lancia primo in Italia un servizio per promuovere l’incontro tra domanda e offerta di lavoro

La presentazione del nuovo servizio di Agribi

Promuovere l’incontro tra domanda e offerta di lavoro in agricoltura, creando anche una banca dati dei lavoratori, per combattere da una parte il caporalato e lo sfruttamento delle persone impiegate nel settore e dall’altra garantire alle aziende il personale necessario per le stagioni agricole. Sono gli obiettivi che Agribi, ente bilaterale veronese per l’agricoltura, si è posto dando vita oggi al primo ente non profit in Italia che offrirà servizi e strumenti sul mercato del lavoro nel settore primario. Il tutto in favore di una maggiore e migliore occupazione, introducendo attività di servizi per agevolare l’incontro trasparente tra la domanda e l’offerta di lavoro. Un ruolo che sarà riconosciuto dalla Regione Veneto e si svolgerà in collaborazione con Veneto Lavoro e Anpal (Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro), che sarà fondamentale anche per rafforzare l’impegno nella lotta al caporalato nel rispetto della legge 199/2016.

Per svolgere questo ulteriore servizio l’ente bilaterale veronese, di cui fanno parte Coldiretti, Confagricoltura, Cia, Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil, ha modificato lo statuto per assumere lo status di associazione riconosciuta, necessario per l’accreditamento con la Regione Veneto. Lo strumento agevolerà l’incontro trasparente tra la domanda e l’offerta di lavoro del settore primario, dando un importante contributo per risolvere il problema della carenza di manodopera nei campi, che negli ultimi anni è diventato particolarmente pesante anche a causa del numero sempre più limitato di braccianti di provenienza extracomunitaria autorizzati dal decreto flussi ministeriale. Fino al 2015 gli stranieri assegnati alla provincia di Verona per le raccolte stagionali erano 1.200, mentre oggi il numero è stato ridotto drasticamente a 300. Una quantità assolutamente insufficiente rispetto alla domanda di manodopera. In Veneto le offerte di lavoro in agricoltura arrivano per il 40% dalla provincia di Verona, con 28.000 occupati a tempo determinato e 2.000-2.500 a tempo indeterminato.

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