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27 Novembre 2022
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Agricoltura e Coronavirus, i sindacati esclusi dal Tavolo Verde in Regione: «Assurdo, rappresentiamo migliaia di lavoratori»

Dure critiche dalle organizzazioni sindacali regionali di Flai, Fai e Uila nei confronto dell’assessore regionale all’agricoltura Giuseppe Pan, reo di aver convocato il Tavolo Verde sul tema “Agricoltura e Coronavirus” convocando le sole associazioni agricole e lasciando fuori i sindacati.

«Come Sindacato Fai Flai Uila rappresentiamo migliaia di lavoratori che operano quotidianamente nel settore agricolo, e riteniamo singolare e preoccupante che la disamina di una dichiarata emergenza sanitaria ed economica che coinvolge tutti i cittadini avvenga in un tavolo regionale con le sole imprese – denunciano oggi i rappresentanti veneti di Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil, Andrea Zanin, Andrea Gambillara e Giuseppe Bozzini -. Evidentemente per l’assessore Pan e la sua amministrazione i lavoratori occupati non meritano opportuna voce e rappresentanza quasi che il lavoro in agricoltura non sia determinante per realizzare la raccolta e le produzioni. I timori espressi per una possibile scarsità di manodopera nei periodi di raccolta dei prodotti, potranno essere affrontati soltanto insieme a tutti i soggetti che operano nei campi e nei magazzini».

«Come sindacato sappiamo che contrattualmente esistono già modalità come le convenzioni, finora poco usate nella nostra regione, che richiedono solo di essere usate, valutate e discusse. La proposta di usare i voucher per assumere i lavoratori, è una “stupidaggine” , usare il problema del Coronavirus per ridurre le tutele, la sicurezza e i diritti dei lavoratori è un atteggiamento della Regione Veneto aberrante e inqualificabile – accusano i sindacati -. Servono, invece, proposte per garantire ammortizzatori sociali a questo settore che ne è privo, così come servono proposte per garantire il reddito alle famiglie e ancor meglio proposte per incentivare la manodopera a lavorare nel settore agricolo. Sono già attivati da qualche mese i tavoli per il rinnovo dei contratti collettivi provinciali agricoli; quale occasione migliore per unire le sinergie tra produttori e lavoratori a fronte di questa “calamità” e per condividere strumenti utili anche attraverso gli enti bilaterali».

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