Il caldo anomalo di quest’inverno, con temperature di 10 gradi, sta mettendo a rischio le coltivazioni anche nel Veronese. A dirlo sono in queste ore Cia Agricoltori Italiani Verona e Confagricoltura preoccupati soprattutto per la frutticoltura con albicocchi, ciliegi, mandorli e peschi che evidenziano gemme ingrossate che, secondo gli esperti, raggiungono solitamente quel livello a febbraio.
«Nelle zone più esposte al sole e nei terreni più caldi le piante si stanno muovendo – sottolinea Andrea Lavagnoli, presidente di Cia Agricoltori Italiani Verona -. Al sole fa caldo e le piogge di questi giorni contribuiscono a mettere in moto la vegetazione. Se continua così per un’altra settimana, è facile che spuntino gemme ovunque, con il rischio reale di perdite. Due anni fa, con le gemme appena ingrossate, arrivò una gelata e l’effetto fu quello di bruciare i pistilli, con la conseguente perdita dei frutti. Servirebbe il freddo vero, che quest’anno non c’è mai stato, almeno fino a fine febbraio, con temperature sottozero di notte e basse durante il giorno. Gli alberi da frutto hanno bisogno del freddo per regolare il loro ciclo colturale, che prevede il riposo vegetativo in preparazione della fioritura primaverile. Le temperature sottozero sono importanti anche per l’eliminazione degli insetti dannosi, a cominciare dalla cimice asiatica, che altrimenti sopravvive e si riproduce».
«Si vedono le gemme già ingrossate, un fenomeno in anticipo rispetto agli standard stagionali dovuto alle temperature miti – sottolinea Francesca Aldegheri, presidente del settore frutticoltura di Confagricoltura Verona -. Già nel gennaio 2022 avevamo assistito a un risveglio anticipato delle piante, ma quest’anno il cambiamento è ancora più evidente: l’anno scorso mancavano le precipitazioni, ma era più freddo, mentre quest’anno in certe giornate abbiamo assistito a temperature quasi primaverili. Un caldo anomalo che si aggiunge alla scarsità di precipitazioni, perché le piogge di questi giorni non vanno certo a colmare la carenza d’acqua che si registra da molti mesi. Temo che sarà un fenomeno che capiterà sempre più spesso, dato che negli ultimi anni il trend si sta confermando. Il problema principale sono le gelate primaverili, che a fronte di un risveglio precoce delle piante, con la comparsa delle gemme e della fioritura, possono fare molti danni, come abbiamo visto negli anni passati».