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17 Giugno 2024
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Agricoltura, il presidente nazionale Cia a Verona: «Non possiamo perdere cereali e frutta. Sostegni alle aziende»

«La frutticoltura e i seminativi sono due settori fondamentali per l’agricoltura veronese, che non può permettersi di perderli. Perciò le aziende del settore vanno sostenute in questo momento di difficoltà». L’ha affermato il presidente nazionale di Cia-agricoltori italiani, Cristiano Fini, parlando con alcune tra le più rappresentative realtà scaligere della confederazione nell’incontro che si è svolto ieri nell’azienda vinicola-olivicola San Cassiano, a Mezzane di Sotto. Oltre al titolare Mirko Sella, vicepresidente di Cia Verona, erano presenti il presidente Andrea Lavagnoli, il direttore scaligero Marta Turolla e il presidente regionale Gianmichele Passarini.

«Il quadro è preoccupante – ha detto Fini -. I rincari energetici stanno creando molte difficoltà alle aziende agricole, che si aggiungono ai danni conseguenti ai cambiamenti climatici e alla fauna selvatica. A questo si aggiunge la mancanza di manodopera che sta ostacolando il lavoro delle aziende. Alla politica chiediamo risposte rapide e concrete, perché non c’è più tempo da perdere. Sui rincari una mano potranno darla le energie alternative, ma non basteranno. Per la siccità da tempo chiediamo la creazione di invasi e bacini, che vanno inseriti in un piano irriguo nazionale».

«È bello oggi trovarci all’interno di un’azienda con altre aziende – ha detto Andrea Lavagnoli – , perché ci riporta al pre-Covid, quando si viveva di più sul territorio. Oggi sono presenti tutti i territori, con quasi tutte le categorie agricole, per far conoscere le proprie realtà aziendali e le necessità». Un concetto ribadito da Gianmichele Passarini: «Verona è una delle province le più agricole d’Italia. Non è un caso che gli ultimi due presidenti della Cia regionale siano veronesi. Possiamo vantare un humus importante, con figure storiche del settore primario, che hanno accompagnato nel percorso di crescita i giovani agricoltori, protagonisti di oggi con innovazione e tecnologie all’avanguardia».

Tra le aziende presenti, note dolenti sono arrivate dagli allevamenti e dall’ortofrutta. Per le vacche da latte hanno portato la loro testimonianza Andrea Garonzi, Franco Giacopuzzi, Paolo Brunelli e Stefano Borasco, titolari di importanti allevamenti nel Basso Veronese che stanno cercando nell’innovazione e nel conferimento del latte a cooperative il modo di restare sul mercato. In questo modo si arriva a prendere anche 55 centesimi al litro, un’enormità rispetto allo scorso anno, quando il latte veniva pagato poco più di 40 centesimi. Ma non basta: «Non ci stiamo dentro: tra mangimi, energia e concimi i costi di produzione sono molto più alti».

Nella foto Fini, Passarini e Lavagnoli.

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