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26 Ottobre 2020
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Agricoltura, un convegno per rilanciare la pesca veronese

Questa mattina nella Sala Rossa della Provincia di Verona si è svolta la presentazione ufficiale del convegno “Pesca veronese l’ora del rilancio” che si terrà venerdì 25 settembre alle 20 alla Fondazione del Mercato Ortofrutticolo di Bussolengo e Pescantina (via Molinara 50 a Bussolengo). L’evento è organizzato dalla Fondazione in collaborazione con Coldiretti Verona, Alleanza delle Cooperative, i Comuni di Bussolengo e Pescantina e la società La Grande Bellezza Italiana. Il convegno, attraverso gli interventi di esperti e istituzioni che operano sul territorio, ha l’obiettivo di promuovere una nuova strategia per la pesca veronese.

Alla presentazione sono intervenuti Gianluca Fugolo presidente della Fondazione, Franca Castellani di Coldiretti, il sindaco di Bussolengo Roberto Brizzi con l’assessore all’Agricoltura Giovanni Amantia e l’assessore alla Promozione del territorio Massimo Girelli, il sindaco di Pescantina Davide Quarella con il consigliere delegato all’Agricoltura Matteo Marconi e il consigliere Andrea Recchia, Antonio Cipriani in rappresentanza della società La Grande Bellezza Italiana. Il convegno, rivolto agli agricoltori della provincia, vuole accendere i riflettori sulle opportunità offerte dalla coltivazione della pesca, tra i prodotti più conosciuti e apprezzati del veronese.

«Fino a questo momento – spiega il presidente Fugolo – la produzione e la commercializzazione delle pesche si è basata sulla raccolta dei frutti quando questi sono ancora poco maturi, per poi conservarli nelle casette che vengono spedite verso i mercati di tutto il mondo. Si tratta però di una filiera che si è dimostrata poco adatta alla produzione veronese che, a differenza di quella romagnola, si basa su quantità minori e non dispone delle infrastrutture che servono alla catena del freddo, necessaria per gestire i lunghi periodi di conservazione». Da qui la necessità di promuovere una nuova strategia, che include la raccolta del prodotto in fase di maturazione più avanzata, la lavorazione immediata e la vendita a supermercati e negozi locali, perché arrivi al consumatore in tempi brevi. «Passare ad un filiera corta – conclude Fugolo – ci permetterà di rispondere alle richieste dei rivenditori locali che oggi non riusciamo a soddisfare perché purtroppo la quantità di pesche che possiamo offrire non è sufficiente. Per farlo è fondamentale fare squadra e concentrarsi sulla promozione del marchio Principesca che da alcuni anni è garanzia di qualità. Per questo invitiamo tutti gli agricoltori della provincia ad aderire al marchio».

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