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5 Febbraio 2023
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Agrinsieme sulla scomparsa di Bassi: «L’agricoltura perde un grande ricercatore»

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Cordoglio nel mondo dell’agricoltura per la morte di Gino Bassi, agronomo e responsabile dell’Istituto di frutticoltura della Provincia a San Floriano, stroncato da un infarto. Bassi, 57 anni, è stato autore di numerose pubblicazioni scientifiche e articoli divulgativi nelle materie relative alla frutticoltura e ricercatore di grande importanza, come ricorda Giambattista Polo, candidato alle elezioni regionali con il sostegno di Confagricoltura, Cia e Aic-Copagri: «C’è stato un tempo in cui l’intelligenza e la tenacia di alcuni ricercatori hanno contribuito a far diventare l’agricoltura veronese un settore di eccellenza, posizionandosi tra le prime agricolture d’Italia – ricorda Polo -. Tra questi ricercatori vi era Gino Bassi che, pur non disponendo di strumenti all’avanguardia, è stato un visionario. Basandosi sulle proprie intuizioni, sulla collaborazione con i colleghi e sull’ascolto degli agricoltori, ha selezionato infatti varietà ortofrutticole che a distanza di molti anni vengono ancora utilizzate nelle nostre coltivazioni».

Il coordinamento provinciale di Agrinsieme (che comprende Confagricoltura, Cia, Confcooperative, Lega delle Cooperative) esprime il cordoglio alla famiglia Bassi e ricorda le apprezzate doti umane e intellettuali del ricercatore. «L’agricoltura veronese ha un debito con Bassi per l’impegno profuso per lunghi anni nel campo della ricerca e sperimentazione agraria, contribuendo a determinare il “miracolo innovativo” della nostra agricoltura – sottolinea Agrinsieme -. Bassi e i suoi colleghi agronomi, capeggiati da Giorgio Bargioni all’Istituto di frutticoltura della Provincia di Verona, ricordano la vicenda dei ragazzi di via Panisperna, i giovani fisici italiani che scoprirono le proprietà degli atomi. Anche loro, come i giovani fisici, sopperirono con l’inventiva e la creatività alla mancanza di mezzi e attrezzature idonee, riuscendo ad ottenere varietà, cultivar e sistemi di coltivazione che per molti anni hanno posto la ricerca agricola veronese quale punto di eccellenza e i riferimento a livello nazionale ed europeo».

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