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16 Agosto 2022
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Al “Film Festival della Lessinia” per la prima volta trionfa la Cina

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Vola per la prima volta in Cina il “Lessinia d’Oro”, massimo riconoscimento della rassegna cinematografica internazionale dedicata a vita, storia e tradizioni in montagna.

Tra le 24 opere cinematografiche in Concorso, la giuria internazionale della ventunesima edizione della rassegna cinematografica di Bosco Chiesanuova (Verona), sabato 29 agosto nella cerimonia di premiazione al Teatro Vittoria, ha designato come miglior film Gtsngbo – Fiume (94′, Cina 2015) di Sonthar Gyal.

Questa la motivazione letta dai giurati al regista volato in Lessinia dalla Provincia del Qinghai, al confine con il Tibet, per ritirare il prestigioso riconoscimento: «Questo film sulla vita di una giovane famiglia nomade in Tibet ci racconta una storia toccante ed entra nel cuore del pubblico. Ci mostra quanto sia necessario, nel nostro mondo, imparare a non ferire gli altri e noi stessi e tratta temi importanti quali la compassione e il perdono».

Agli occhi della piccola Yangchan il mondo appare strano: inspiegabilmente suo padre non vuole andare a trovare il nonno eremita, considerato un santo dalla gente della regione; la mamma la allontana perché è in arrivo un nuovo bimbo. Alla vicenda fa da sfondo il mistico paesaggio delle montagne tibetane, bianche e brune.

Alla bambina protagonista del lungometraggio è stato assegnato il Premio della giuria internazionale: «Yangchan Lhamo ci offre una straordinaria performance, ancor più toccante se si considera la sua giovane età. Il film è arricchito dalla sua interpretazione matura e autentica, che rivela un carattere forte e speciale. L’attrice riesce a suscitare nel pubblico un ampio spettro di emozioni».

A conquistare la Lessinia d’Argento per la miglior regia Mleczny brat – Fratello di latte (30′, Polonia 2014) la produzione armeno-polacca del regista Vahram Mkhitaryan.

“Il corto ha un cast di successo – si legge nella motivazione –, capace di rappresentare con precisione ogni singolo personaggio. Il tema principale, cioè l’accettazione di un lutto, trova espressione in una brillante storia». Il giovane Seto vive in un villaggio dell’Armenia. Come vuole la tradizione, consegna il desiderio di avere un fratellino a un brandello di stoffa, legato a un rovo. La mamma è incinta, ma il fratellino muore appena nato. Il vuoto per la sua perdita è colmato dall’amicizia con un agnellino.

Il Premio per il miglior documentario è andato a Eco de la montaña – Eco della montagna (92′, Messico 2014) di Nicolás Echevarría. Quale miglior cortometraggio è stato premiato Tau Seru – Piccolo campo dorato (8′, India e Australia 2013) del regista australiano Rodd Rathjen. Una menzione speciale è stata attribuita a Michele Cirigliano per il documentario Padrone e sotto (72′, Svizzera 2014). A conquistare il Premio del Curatorium Cimbricum Veronense alla memoria di Piero Piazzola e Mario Pigozzi al miglior film di un regista giovane alla rassegna veronese è stato il documentario Nous saluerons la lune – Noi saluteremo la luna (52′, Francia 2014), opera prima della regista francese Camille Chaumereuil. 
Il Premio Speciale Cassa Rurale Bassa Vallagarina al miglior film sulle Tre Venezie è andato invece a Kühe, käse, und 3 kinder – Mucche, formaggio e tre bambini (90′, Svizzera 2015) di Susanna Fanzun, ambientato sull’alpe Gün, a 1.995 metri di altitudine, nella valle svizzera di Safien.

Il Premio Terre Vive al film che meglio esprime e promuove i valori dell’ecosostenibilità è stato consegnato a Bring the sun home – Porta a casa il sole (67′, Italia 2013) di Chiara Andrich e Giovanni Pellegrini per «aver affrontato con maestria registica e stile delicato un soggetto originale di rara completezza, capace di unire al tema della sostenibilità, la storia di donne e madri, provenienti da continenti diversi».

Ha vinto il Premio della Giuria del Carcere di Verona il cortometraggio girato in un fiordo islandese circondato dai monti Hvalfjörður – Il fiordo della balena di Guomundur Arnar Guomundsson (15′, Danimarca e Islanda 2013). Tau Seru – Piccolo campo dorato (8′, India e Australia) di Rodd Rathjen ha meritato il Premio della giuria degli studenti delle scuole di cinema europee. Secondo riconoscimento al Film Festival della Lessinia, con il Premio del pubblico, per Kühe, käse, und 3 kinder – Mucche, formaggio e tre bambini (90′, Svizzera 2015) di Susanna Fanzun. Ad aggiudicarsi il Premio dei bambini è stato infine il divertente cortometraggio Zebra (3′, Germania 2013) di Julia Ocker.

 

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