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8 Dicembre 2022
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Albaredo, il figlio reoconfesso: «Ho tagliato la testa a mia madre»

Andrej Filip web

«Ho tagliato la testa a mia madre». È crollato così, all’improvviso, venerdì mattina alle 7,30 nella caserma dei carabinieri di Ronco all’Adige (Verona), Andrej Filip, 20 anni, rumeno, bracciante agricolo, accusato del duplice omicidio della madre, Mirela Balan, che avrebbe compiuto 41 anni martedì 23 febbraio, e della sorellina di 11 anni, Larissa.

Si chiude nel più tragico dei modi la vicenda della badante rumena e della figlioletta scomparse da sabato scorso dalla loro abitazione di Albaredo d’Adige, nel Veronese. Ad ammazzarle, e poi a farle a pezzi per gettarle, chiuse in tre borsoni, nel fiume che passa a 500 metri dalla casa, è stato il figlio della donna, arrivato tre anni fa a Verona. Che avrebbe fatto tutto da solo, in preda ad un improvviso raptus contro quella madre che, per l’ennesima volta, sabato sera gli aveva chiesto: «Quando te ne vai di casa». Lui prima ha risposto: «La settimana prossima». Poi come la donna si è girata, l’ha presa alle spalle e con un coltello da cucina che gli è capitato nelle mani in quella furia cieca, gli ha reciso la carotide. Ma non finisce qui: ha chiamato al piano superiore della casa anche la sorellastra, una bambina di 11 anni, dicendogli che la madre voleva parlagli e lì, con le mani, l’ha stretta al collo finché la piccola non è spirata.

«È la confessione, piena e dettagliata, che il giovane ha reso nel pomeriggio sempre di venerdì, davanti al magistrato della Procura di Verona, Elisabetta Labate, ed al suo avvocato d’ufficio, Gianluca Vettorato di San Pietro in Cariano – ha detto ieri il colonnello Pietro Edera -. Ora, stiamo lavorando per ripescare dall’Adige i resti delle due povere donne, con l’intervento del nucleo sommozzatori dei Carabinieri di Genova, in queste ore già all’opera».

Intanto, nell’abitazione dove Mirela viveva oramai da più di 10 anni, ben inserita nel tessuto sociale di Albaredo, dove ha svolto per molte famiglie il lavoro di badante e dove studiava con profitto la figlioletta Larissa, avuta da un secondo matrimonio sempre con un connazionale, continuano i rilievi dei Ris di Parma.

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