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18 Agosto 2022
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Allagamenti: nel Veronese quasi 300 interventi. Parona e Valpolicella le più colpite

«Sono quasi 300 le richieste di intervento arrivate alla Protezione Civile e ai Vigili del fuoco del Veronese a seguito dei nubifragi che da ieri pomeriggio hanno colpito Verona, la Valpolicella e una decina di comuni dell’Est e dell’Ovest veronese. In alcune fasce del territorio scaligero sono precipitate autentiche “bombe d’acqua” che hanno scaricato fino a 170 millimetri di pioggia in due ore, ingrossando pericolosamente i corsi d’acqua».

A fare il quadro della vera emergenza provocata tra ieri e questa notte nel Veronese, è stato l’assessore alla Protezione civile del Veneto, Giampaolo Bottacin, che ha reso noto che ieri sono state impegnate sul posto 41 squadre di volontari di associazioni veronesi, con 164 uomini al lavoro. Da questa mattina sono attive 31 squadre provenienti dalle province di Verona, Vicenza, Padova e Rovigo, che impegnano 124 volontari. Altri 64 volontari di 16 squadre (11 della provincia di Padova e 5 della provincia di Verona) sono pronti a subentrare.

I comuni più colpiti sono: Verona, San Pietro in Cariano. Negrar, Colognola ai Colli, San Martino Buon Albergo, Zevio, Belfiore, Soave, Monteforte d’Alpone, Cazzano di Tramigna.

Le situazioni di crisi, al momento, sono così sintetizzabili: a Parona, frazione di Verona e nelle zone del confinante Comune di Negrar, nelle aree di Santa Maria e di Arbizzano sono avvenuti notevoli allagamenti dovuti ad un rigurgito dei torrenti Avesa e Negrar e del Progno di Parona e relativi affluenti. Gli allagamenti di aree stradali del comune di Negrar e delle aree della frazione Parona di Verona si sono risolti grazie all’intervento dei Vigili del Fuoco, attorno alle 2 di questa mattina. Restano i depositi di fango e detriti vari che sono in corso di rimozione a cura dell’Azienda di igiene urbana (Amia); nell’area dei comuni di Cazzano di Tramigna e Soave, il torrente Tramigna, nella parte alta ha risentito di una improvvisa ondata che ha provocato livelli idrometrici preoccupanti (ma non a valle nell’abitato di Soave) e una violenta onda di piena che ha potuto defluire nel torrente Alpone. L’Alpone ha mantenuto la sua capacità di ricezione nonostante alcune preoccupanti variazioni della portata e di quella del confluente torrente Chiampo, dovute essenzialmente alle intense manifestazioni piovose concentrate in ristrette fasce dei bacini. La situazione già nelle prime ore di oggi andava verso soluzione e alle ore 7 il livello in Tramigna risultava rientrato nei valori normali.

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