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23 Febbraio 2024
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Allarme siccità e tutela del territorio: il Consorzio Veronese lancia il “Contratto di Fiume“

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Dall’allarme siccità per l’agricoltura del Basso Veronese e della Valpolicella alla tutela del territorio. Sono gli obiettivi del “Contratto di Fiume” proposto mercoledì 12 aprile dal presidente del Consorzio di Bonifica Veronese, Antonio Tomezzoli, che ha riunito nella sede consortile di Verona i principali enti, istituzioni e associazioni di categoria aventi competenza in materia di risorse idriche sull’ambito territoriale consortile compreso fra Adige-Garda, Agro Veronese Tartaro Tione, Valli Grandi e Medio Veronese.

Fra i partecipanti la Regione del Veneto, ANBI Veneto, il Distretto delle Alpi Orientali, le Associazioni di Categoria e molti Comuni del territorio tra i quali Verona, Villafranca, Povegliano, Casaleone, Oppeano, Castel d’Azzano, Villa Bartolomea, Vigasio, Concamarise, Isola Rizza, Roverchiara, San Pietro di Morubio, Bussolengo, Gazzo Veronese, Cerea, Bovolone, Isola della Scala, Castelnuovo del Garda, Legnago e San Zeno.

Motivo dell’incontro la proposta da parte del Consorzio di Bonifica Veronese di avviare l’iter di processo e di progetto finalizzato alla gestione integrata e partecipata delle risorse idriche, nonché alla valorizzazione del territorio unitamente alla salvaguardia dal rischio idraulico e cooperazione per lo sviluppo locale del medesimo, sul modello dei Contratti di Fiume.

«Il Contratto di Fiume è lo strumento più vocato per elaborare una programmazione strategica – ha spiegato il presidente Tomezzoli – che permette di raggiungere obiettivi come la tutela, la riqualificazione e lo sviluppo del territorio secondo criteri di sostenibilità ambientale e socio-economica. In un territorio dalle specifiche criticità idrauliche come il nostro, e il rischio siccità di questi giorni con la sofferenza dell’Adige ne è una prova, appare sempre più necessario uno strumento di governance dell’acqua come il Contratto di Fiume, capace di coinvolgere dal cittadino alle istituzioni regionali e nazionali».

L’architetto Laura Mosca, già coordinatore tecnico scientifico di altri Contratti di Fiume guidati da Consorzi di Bonifica nel territorio regionale (Contratto di Foce Delta del Po, Contratto di Fiume Adige Euganeo, Contratto di Fiume Adige Po), ha illustrato la proposta progettuale.

«L’ambito territoriale di interesse di questo Contratto di Fiume, così come per altri in Veneto guidati da Consorzi di Bonifica – ha spiegato l’architetto – ha la peculiarità di essere ragionato alla scala locale di funzionamento idraulico consortile tenuto conto ovviamente anche della dimensione idrografica di area vasta. Risultano interessati pertanto non esclusivamente i territori lungo un singolo corso d’acqua ma i territori riferiti ad un sistema complesso di acque che riferiscono alle Unità Territoriali Omogenee caratterizzate da livelli omogenei di rischio idraulico e idrogeologico.

Con il Contratto di Fiume – ha proseguito l’architetto Laura Mosca – viene promosso un approccio moderno basato sul coinvolgimento e la responsabilizzazione di tutti i portatori di interesse che diventano attuatori delle politiche in materia di acque e non solo. Tale strumento è in grado di facilitare la costruzione di un sistema locale che trova nella condivisione delle problematiche anche le possibili soluzioni, nel rispetto del bene comune e secondo obiettivi e interessi che appartengono a tutti come la qualità, la sicurezza, l’equità e il diritto alla salute».

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