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28 Gennaio 2023
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All’ospedale di Negrar congresso di cardio-oncologia per sconfiggere il tumore con attenzione alla salute del cuore

Sconfiggere il tumore con attenzione alla salute del cuore. Questo il tema del congresso di cardio-oncologia che si terrà venerdì 25 e sabato 26 gennaio nella sala convegni dell’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar.

Di cancro in Italia, infatti, si muore meno grazie a trattamenti salvavita quali i farmaci anti-tumorali e la radioterapia, uniti alla chirurgia oncologica che hanno fatto sì che in quindici anni (2001-2016) nel nostro Paese i decessi per neoplasia siano diminuiti del 17,6%. E che attualmente siano 3milioni e 400 mila le persone che vivono dopo una diagnosi di tumore. Risultati assolutamente positivi, ma non senza un prezzo: a causa delle cure, una percentuale di pazienti può riportare delle tossicità a danno degli organi non colpiti dal tumore. Uno di questi è il cuore.

Proprio le complicanze cardiache dovute ai trattamenti oncologici saranno al centro del congresso di cardio-oncologia che si terrà venerdì 25 e sabato 26 gennaio. Il meeting scientifico è organizzato dalla dottoressa Stefania Gori e dal professor Enrico Barbieri, direttore rispettivamente dell’Oncologia Medica e della Cardiologia, e vedrà la presenza come relatori dei maggiori esperti italiani di cardio-oncologia, una disciplina nata recentemente per la gestione del paziente cardiologico in conseguenza di terapie oncologiche.

La dottoressa Gori, oltre ad essere presidente dell’Associazione Italiana Oncologia Medica (AIOM), è dal 2011 coordinatore del progetto nazionale di cardio-oncologia di cui fa parte anche il professor Barbieri. Il progetto – che vede la collaborazione di AIOM e di altre otto società scientifiche tra cui ANMCO (Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri), AICO (Associazione Italiana di Cardio-Oncologia) e ICOS (International Cardioncology Society) – è finalizzato a trovare una strategia comune per la prevenzione e il trattamento delle patologie cardiache causate dalle cure oncologiche.

Il progetto pone una particolare attenzione anche alla cardiotossicità, per altro molto bassa, delle nuove terapie oncologiche come quelle a bersaglio molecolare e l’immunoterapia. E all’invecchiamento della popolazione italiana, con aumento di pazienti oncologici predisposti a patologie cardiache per età o per malattie, come il diabete o l’ipertensione, che sono di per sè fattori di rischio per il cuore.

«È fondamentale per gli oncologi non concentrarsi solo sul tumore da sconfiggere, ma considerare anche eventuali rischi cardiaci, prevenendoli e, quando si verificano, trattandoli adeguatamente in équipe con i cardiologi», afferma la dottoressa Gori. A questo proposito l’ospedale di Negrar ha creato un ambulatorio di cardio-oncologia, dove ogni caso complesso viene discusso collegialmente dai cardiologi, dagli oncologi e dai medici radioterapisti. All’ambulatorio accedono i pazienti oncologici subito dopo la diagnosi e prima del trattamento per una verifica della condizione cardiovascolare e per controlli periodici durante le cure.

«Il riconoscimento precoce di una sofferenza cardiaca è ciò che ci permette di evitare danni più gravi valutando con gli oncologi un nuovo schema terapeutico o intervenendo con un supporto farmacologico – conclude il professor Barbieri – Non disponiamo di farmaci specifici per il paziente cardio-oncologico, ma utilizziamo i principi attivi che impieghiamo in cardiologia adattandoli a questo contesto, procedura la cui efficacia è stata dimostrata da studi internazionali».

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