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11 Agosto 2022
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Arcole, la Cgil: «Controlli lenti e scarsa comunicazione mettono a rischio ospiti e lavoratori della casa di riposo»

«Alla casa di riposo di Arcole controlli lenti e scarsa comunicazione mettono a rischio la protezione di ospiti e lavoratori». La denuncia arriva, oggi, da Antonio De Pasquale e Valentino Geri della segreteria provinciale della Funzione pubblica della Cgil che spiegano in un comunicato: «Su segnalazione della presente organizzazione sindacale, lo Spisal, il servizio di prevenzione dell’Ulss 9, ha riscontrato la presenza di condizioni di rischio per la salute degli ospiti e dei lavoratori all’interno di alcuni spazi della Casa di riposo di Arcole (nella foto), precisamente in una sala da pranzo dedicata agli ospiti e nello spogliatoio femminile dedicato alle lavoratrici. La capienza dei locali in questione è infatti risultata incompatibile con il numero delle persone chiamate a frequentarli rendendo impraticabile il distanziamento interpersonale – scrivono i sindacalisti -. L’autorità sanitaria ha dunque disposto dei provvedimenti per la prevenzione del rischio e misure organizzative “aggiuntive” per il rispetto del distanziamento tra ospiti e lavoratori».

«L’aspetto più deteriore di questa vicenda, che dovrebbe rappresentare un semplice, ordinario, scambio di informazioni tra il sindacato e organi ispettivi pubblici, è che la nostra segnalazione risale al 10 agosto 2021, più di cinque mesi fa. Il sopralluogo dello Spisal, che ha portato alla verifica delle criticità segnalate, è del 5 novembre 2021, mentre la comunicazione dell’esito dei controlli risale soltanto a pochi giorni fa: il 3 gennaio 2022. Cinque mesi per riscontrare una segnalazione, peraltro fondata, è un lasso di tempo inaccettabile, soprattutto se alle nostre spalle abbiamo la “strage degli innocenti” che ha mietuto centinaia di vittime nelle case di riposo veronesi tra la fine del 2020 e gli inizi 2021, e considerando che la segnalazione si collocava praticamente alle porte di quella che si è rivelata poi essere la quarta ondata pandemica – accusa la Cgil -. È inoltre grave e inaccettabile che tutt’ora non sia dato sapere quali siano state, nel concreto, le misure di prevenzione, ordinarie e “aggiuntive”, adottate all’interno della struttura. E che non sia dato sapere se siano state contestate sanzioni ai responsabili della casa di riposo».

«È agghiacciante che, entrati ormai nel terzo anno di pandemia, le carenze organizzative riscontrate all’interno di luoghi sensibili come le case di riposo, chiamati a proteggere la parte più fragile della popolazione, non trovino dei responsabili certi e che si continui a trattare con tanta indulgenza, da parte dei responsabili della sanità regionale, le inefficienze e le reticenze delle direzioni delle case di riposo, che in alcuni casi, come ad Arcole, si ostinano a negare qualsiasi confronto con le rappresentanze sindacali dei lavoratori ostacolando così l’efficacia del sistema di prevenzione – concludono i due sindacalisti -. Come Sindacato continueremo ad operare per denunciare questo sistema di indulgenze che indebolisce e compromette la possibilità di proteggere lavoratori e ospiti».

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