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3 Febbraio 2023
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Banche venete, Berti (M5S): «Un regalo ai truffatori e Zaia ha finto di non vedere»

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«Questo decreto è un regalo ai truffatori e l’ennesima fregatura per i veneti». A dirlo è il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Regione Veneto, Jacopo Berti, che da anni segue il caso delle ex popolari fallite e che oggi, al via dell’operazione che porta Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, messe in liquidazione; nelle mani di Banca Intesa, avverte che il costo per lo Stato sarà molto più alto.

«Lo Stato ha investito 17 miliardi per le banche venete e gestirà la parte problematica della banca, la cosiddetta bad bank. Intesa San Paolo rileva la parte “buona” – la cosiddetta good bank – per un euro. Ma Berti spiega: “È successo quello che come Movimento 5 Stelle in Regione Veneto diciamo da due anni: le popolari venete sono fallite. Questo non è solo il fallimento di un sistema bancario marcio, ma anche dell’amministrazione Zaia, che pur essendo stata avvisata da noi più volte sulla realtà dei fatti ha finto di non sapere e non vedere, come in ogni scandalo veneto. Oggi, dopo Galan, l’Italia ci deride a causa di Zaia».

Ma i problemi sono ancora più grandi: c’è il nodo risarcimenti che potrebbe pesare sulle spalle dei cittadini e Berti avvisa: «Il finto salvataggio, che in realtà è un regalo ad Intesa San Paolo, che versa un euro contro i 17 miliardi di soldi pubblici messi a disposizione del Governo, è solo l’inizio. Nessuno si sta chiedendo chi pagherà adesso i risarcimenti per gli azionisti truffati da queste banche. È scontato che nessuno ne parli, dato che fino ad oggi le prime vittime di questo disastro sono sempre state ignorate dai partiti, Lega compresa, tranne che da noi».

«Ci stiamo muovendo a tutti i livelli per dare Giustizia a chi è stato truffato: stiamo finanziando un ricorso alla Corte Europea per tutelare i truffati, stiamo visitando le Procure per sbloccare la situazione e scongiurare il rischio prescrizione, ci opponiamo a questo decreto in Parlamento, non lasciamo nulla di intentato – avverte il capogruppo M5S – dopo questa operazione, quale delle due banche risarcirà i truffati? La good bank di Intesa San Paolo, o la bad bank dello Stato e quindi noi? Ovviamente lo Stato, ovvero i cittadini con le loro tasse. I manager della truffa si continuano a godere i loro milioni di euro da impuniti, mentre il conto per il pubblico sale. E come malcostume veneto ed italico vuole: a noi i milioni, a voi i debiti».

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