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3 Febbraio 2023
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Banche Venete messe in liquidazione e cedute a Intesa San Paolo

Popolare Vicenza

Arriva oggi a realizzazione il piano di intervento predisposto per la soluzione della crisi di Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca, messe in liquidazione coatta dal il Ministro dell’Economia e delle Finanze, su proposta della Banca d’Italia. A seguito delle decisioni delle Autorità europee e in conformità al Decreto Legge del 25 giugno 2017, Il ministro dell’economia Piercarlo Padoan ha, infatti,  sottoposto le due banche a liquidazione coatta amministrativa e avviato l’iter per la loro cessione. E l’offerta sul tavolo è quella di Intesa San Paolo.

Per quanto riguarda la Banca Popolare di Vicenza, la Banca d’Italia ha nominato gli Organi liquidatori nelle persone di Claudio Ferrario, Giustino Di Cecco e Fabrizio Viola, quali Commissari  liquidatori, e di Maria Elisabetta Contino, Francesco De Santis e Raffaele Lener quali componenti del Comitato di sorveglianza.

I Commissari liquidatori, in attuazione delle indicazioni ministeriali e con il sostegno dello Stato Italiano, hanno provveduto alla cessione di attività e passività aziendali a Intesa SanPaolo Spa, che è subentrata nei rapporti della cedente con la clientela senza soluzione di continuità. I crediti deteriorati della banca, esclusi dalla cessione, saranno successivamente trasferiti a una società a partecipazione pubblica. I diritti degli azionisti e le passività subordinate resteranno in capo alla Liquidazione.

L’intervento assicura la tutela di tutti i risparmiatori e dei creditori senior. Il citato Decreto Legge prevede inoltre misure di ristoro per titolari di strumenti finanziari subordinati retail.  I clienti non subiscono alcuna conseguenza da questo passaggio: gli uffici e gli sportelli della banca saranno regolarmente aperti e pienamente funzionanti; tutte le operazioni bancarie potranno essere effettuate senza variazioni, ma sotto la responsabilità di Intesa Sanpaolo.

Farbanca Spa, che è non stata acquisita da Intesa Sanpaolo, continua la sua operatività in maniera ordinata, assicurando la continuità dei rapporti in essere con la clientela.

A dare il via all’operazione è stato domenica 25 giugno il Consiglio dei ministri con l’approvazione di uno specifico Decreto legge sulla liquidazione coatta amministrativa (fallimento) di Banca Popolare di Vicenza Veneto Banca, per cui chi ritiene di vantare crediti nei confronti delle due banche venete avrà 60 giorni di tempo per farlo presente ai commissari al fine di essere inserito nello stato passivo.

Infatti, a differenza dei correntisti e degli obbligazionisti il cui credito è certo, liquido ed esigibile, gli azionisti vantano un diritto risarcitorio che deve essere, innanzitutto, rivendicato con le formalità previste e, quindi, accertato, o in sede di interlocuzione con i commissari o, in alternativa, giudizialmente.

Dallo Stato arrivano 5,2 miliardi subito per salvare gli istituti e garantire l’apertura degli sportelli. Ma il governo con il decreto ha mobilizzato risorse fino a 17 miliardi che serviranno per la copertura del rischio di una retrocessione di crediti che non risultino in bonis al termine della due diligence, per un ammontare massimo 6 miliardi e 300 milioni; ed il resto per una garanzia fino a 4 miliardi per crediti attualmente in bonis ma ad alto rischio.

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