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14 Agosto 2022
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Bardolino, il postino del paese testimonial della ripartenza dell’Italia: «Finalmente i turisti»

«Fare il postino è un bel lavoro perché ti dà una sensazione di libertà, e allo stesso tempo è necessaria organizzazione per gestire in parziale autonomia la giornata lavorativa. Inoltre, sei a contatto con le persone, ascolti le loro storie, osservi quello che ti succede intorno, e impari a conoscere meglio la realtà in cui vivi. Durante il lockdown dello scorso anno, le persone ti cercavano, non vedevano l’ora di vedere qualcuno, si percepiva il bisogno di chiacchierare, di un confronto, di una parola condivisa».

A raccontarlo è Sebastiano Scartezzini, 35 anni, portalettere veronese a Bardolino da circa 3 anni, diventato un testimonial della ripartenza del Paese per Poste Italiane. Ogni giorno, nel suo giro per le strade del quartiere, il portalettere incontra famiglie, commercianti, liberi professionisti, ristoratori. In provincia di Verona, i portalettere raggiungono oltre 418 mila nuclei familiari e più di 59 mila attività commerciali tra uffici e negozi. Tutti clienti che Poste Italiane ha sempre supportato in questo ultimo difficile anno, consolidando il proprio ruolo nel tessuto sociale ed economico del Paese.

«Ho fatto richiesta di entrare in Poste dopo la laurea a San Floriano in Scienze e tecnologie viticole ed enologiche – spiega Sebastiano –. Durante il lockdown per molte persone ero diventato l’unico contatto col mondo, soprattutto nelle zone più isolate, come Rocca del Garda, in un territorio caratterizzato da poche abitazioni sparse e lontane tra loro. Mentre iI centro storico di Bardolino, più turistico, sembrava un deserto. In giro c’ero solo io con il motorino, e i carabinieri in auto».

«La scorsa estate c’è stato un inizio di ripresa, ma l’incertezza si sentiva, e, arrivato settembre, tanti operatori turistici hanno chiuso la stagione in anticipo. Alcune catene di hotel hanno tenuto aperta solo una struttura e hanno chiuso le altre – ricorda il portalettere -. È stato un lungo inverno, e una lunga primavera. Il lago vive di turismo, in particolare proveniente dalla Germania. E ad aprile Bardolino era ancora vuota. Le riaperture sono iniziate a giugno, con l’arrivo dei turisti tedeschi. Quest’estate le presenze vanno un po’ a “ondate”, il fine settimana, comunque, il paese è pieno di gente. Io parlo con i negozianti e li sento contenti, finalmente i turisti ci sono, anche se non mi sembra che siamo arrivati ai livelli preCovid.. Da quello che posso osservare grazie al mio lavoro, la ristorazione sta lavorando bene. Anche se, vista la ripresa dei contagi, si teme una nuova chiusura anticipata delle strutture»

«Il lavoro in questi ultimi due anni è cambiato – riprende il postino -. Sono aumentate le consegne dei pacchi dell’e-commerce. Forse qualcuno ha ancora paura di andare al centro commerciale, e poi a certe comodità ci si abitua in fretta. E anche le persone sono cambiate, hanno meno pazienza e si irritano più facilmente. C’è meno diplomazia, siamo sempre più di corsa. Probabilmente è un effetto dell’isolamento, che per fortuna io non ho vissuto perché sono sempre andato a lavorare tutti i giorni»

In oltre 400 giorni di emergenza sanitaria, i portalettere della provincia di Verona non solo hanno consegnato lettere e pacchi, ma hanno anche offerto servizi innovativi, dando il proprio contributo concreto alla digitalizzazione del Paese. Una presenza, quella dei 430 portalettere di Poste Italiane per la provincia di Verona, che non è mai mancata. Come ricordato più volte dall’amministratore delegato Matteo Del Fante e dal condirettore generale Giuseppe Lasco: «Per noi l’Italia è sempre stata zona bianca. I nostri portalettere e i nostri uffici postali sono stati sempre in prima linea per assicurare ai cittadini i servizi essenziali».

 

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