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12 Luglio 2024
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Bertucco si candida a sindaco di Verona: «Scriviamo insieme una nuova storia per la città»

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«Quello che propongo con la mia candidatura ai tanti e tante che, in questi mesi, mi hanno chiesto di candidarmi a sindaco è di costruire assieme un grande percorso aperto ed unitario per garantire alla città il cambiamento che attende con impazienza». Ha esordito con queste parole Michele Bertucco, oggi consigliere comunale “autonomo” ma fino a ieri capogruppo del Pd a Palazzo Barbieri dopo essere stato sconfitto cinque anni fa al ballottaggio da Flavio Tosi, allora sindaco uscente, nel presentare oggi a Verona la sua candidatura a primo cittadino alle amministrative che si terranno presumibilmente l’11 giugno (la data ufficiale ancora non è stata fissata dal Ministero degli Interni).

«In tante e tanti, in questi mesi, mi hanno chiesto di candidarmi. Io ho chiesto loro di costruire insieme un grande percorso aperto ed unitario, per elaborare un’idea condivisa di città che garantisca a Verona il cambiamento che attende con impazienza. Una proposta partecipata e popolare, che guardi al futuro della nostra comunità – ha spiegato Bertucco -. La mia candidatura è quindi il risultato di un percorso collettivo, più che mai aperto, per scrivere insieme una nuova storia per Verona».

«La nostra proposta per la città è tesa sia ad unire il centrosinistra, che a superarne i confini tradizionali, in un progetto in grado colmare il divario che continua a separare Verona dall’essere una moderna città europea. La mia è tutt’altro che una candidatura forzata o controvoglia: sono fermamente convinto dell’assoluta necessità di una svolta, sotto il profilo della mobilità, della cultura, dei diritti, del lavoro, della salute dei cittadini, della difesa dei beni comuni e delle infrastrutture necessarie – ha continuato il neo candidato a sindaco -. Va tutelato l’eccezionale patrimonio artistico, storico, culturale, ambientale e paesaggistico della nostra città. Allo stesso tempo la mia non è neanche una riedizione della candidatura del 2012, poiché la società civile, che ha avuto un ruolo fondamentale nelle battaglie di questi anni, sarà protagonista senza vincoli partitici, pretese di egemonia o calcoli politici ed elettoralistici. Il vento è cambiato: ora è il tempo della democrazia e della partecipazione, del protagonismo civico, della speranza e del cambiamento».

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