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3 Marzo 2021
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Bolca, a rischio sopravvivenza Pesciara. Zero fondi da Venezia

cerato-ambrosini

Quest’anno, e per la terza annualità consecutiva, non sarà possibile effettuare gli scavi paleontologici a Bolca, proprio nell’ultimo anno di validità della concessione quinquennale. A darne notizia è stato Massimo Cerato, proprietario della Pesciara di Bolca, nell’incontro avuto ieri con Marco Ambrosini, candidato alle Regionali 2015 come capolista di “Il Veneto del Fare-Flavio Tosi”.

Nel suo tour elettorale per conoscere le esigenze del territorio, l’ex assessore alla Cultura e Beni Ambientali della Provincia di Verona ha incontrato il responsabile dello scavo del sito paleontologico più famoso d’Europa per capirne la situazione, ed è emerso un quadro ancora più critico di quanto già si conosceva dagli anni precedenti.

Infatti, nel bilancio 2015 la Regione del Veneto non ha stanziato risorse da destinare alla campagna di scavo che solitamente si tiene in ottobre e quindi non si potrà lavorare per estrarre nuovo materiale. Gli unici fondi stanziati sono 30 mila euro ma per la sola promozione, quindi per nessuna attività di ricerca che è il solo motore che garantisce continuo interesse scientifico e visitatori al complesso di Bolca. In pratica, una spirale negativa che rischia di mettere a repentaglio la sopravvivenza del sito. Senza contare che la concessione per gli scavi, rilasciata dal Ministero dei Beni Ambientali al Museo di Storia Naturale di Verona, scade a dicembre 2015. E questo aggiunge ulteriore incertezza all’attività di Massimo Cerato, che effettua gli scavi su incarico del Museo di Verona e che gestisce il Museo dei Fossili di Bolca per conto della Comunità Montana della Lessinia

«Da aprile sono iniziate le visite e abbiamo scolaresche tutti giorni. Purtroppo però siamo preoccupati per il futuro perché tre anni senza scavi si sentono – dice Cerato -. Infatti, lo scavo è l’unica maniera per tenere in vita Museo e Pesciara visto che un nuovo scavo porterebbe molto pubblico e sicuramente nuovi ritrovamenti di esemplari. Solo così ripartirebbe l’interesse per Bolca e il suo grande giacimento di fossili».

«Il 2015 sarà l’annus horribilis per Bolca. Non solo termina a dicembre la concessione del Ministero, ma in concomitanza con l’ultimo anno il capitolo regionale dedicato non ha previsto nessuna risorsa per lo scavo. Se si vuole ridare un futuro a Bolca, a Venezia nei prossimi mesi bisogna fare di tutto per trovare le risorse – conclude Ambrosini – e far ripartire la campagna di scavi ad ottobre, almeno nell’ultimo anno di validità della concessione ministeriale».

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