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6 Febbraio 2023
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Bombassei, presidente di Brembo Spa, ospite della “Settimana Veronese della Finanza, Economia e Lavoro”

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Confronto tra l’onorevole Alberto Bombassei, presidente Brembo S.p.a., Fabio Venturi, presidente di Agsm Verona, Paolo Gesa, direttore Pianificazione Strategica Banca Valsabbina, Bruno Giordano, delegato all’Innovazione di Confindustria Verona, Domenico Galia, delegato Confimi Nazionale per l’Innovazione tecnologica, Alberto Ferrari, presidente Ferrari Granulati, ideatore del prodotto “Sabbiarelli”, Riccardo Bertagnoli, presidente Verona FabLab oggi all”ottava “Settimana Veronese della Finanza, Economia e Lavoro”, organizzata da Verona Network, nella sede dell’Ordine degli Ingegneri di Verona.

Il convegno è stato l’occasione per un dibattito sul processo in atto definito Industria 4.0, che sta introducendo e introdurrà il paradigma digitale nelle filiere industriali. Durante il convegno è emersa la necessità, sottolineata a più riprese sia da Bruno Giordano, delegato all’Innovazione di Confindustria Verona che da Domenico Galia, delegato Confimi Nazionale per l’Innovazione Tecnologica di superare il gap dimensionale e del digital divide delle aziende italiane e veronesi. Uno dei primi ostacoli da abbattere è di natura culturale: serve formazione per imprenditori e manager, ma anche una cosiddetta digitalegy (digital strategy) e un’economia circolare, che fornisca sempre più servizi e non prodotti.

«Di 4.0 non si parla ancora abbastanza nelle imprese e nell’industria – ha esordito Bombassei -. È un termine sulla bocca di tutti, ma pochi nel concreto riescono ad applicarla nella loro realtà imprenditoriale, e di tempo, purtroppo, non ne abbiamo molto se vogliamo rimanere al passo con gli altri Paesi che stanno crescendo rapidamente. Il nodo da sciogliere in fretta è come rendere applicabile l’Internet of Things al tessuto industriale italiano che deve recuperare la competitività più che la produttività. Non credo che l’intelligenza artificiale arriverà a sostituire completamente il lavoro umano. Alcuni studi hanno ipotizzato che si perderanno 7 milioni di posti di lavoro ma se ne creeranno 9 milioni con questo modello. Saranno, magari, professionalità diverse, mestieri “del futuro”. Ma, se interpretato bene, il paradigma 4.0 potrebbe risolvere il problema della disoccupazione, molto sentito in Italia».

Il piano nazionale Industria 4.0 di cui Bombasei è stato tra i promotori con il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, ha stanziato incentivi per 13 miliardi tra 2018-2024 per facilitare le aziende nel passaggio al digitale e all’intelligenza artificiale. I pilastri del piano sono: governance con investimenti dall’alto, infrastrutture abilitanti come la banda larga, competenze digitali che devono essere standardizzate non solo per il pubblico ma anche dell’uso industriale, ricerca- finanziata, difesa della competitività, innovazione open.

«Il 1° dicembre Agsm Verona presenterà al Palazzo della Gran Guardia alle 17 il progetto Verona Smart City – ha sottolineato Venturi -. Il progetto si basa su due elementi portanti: una rete wi-fi gratuita che unisca la rete Guglielmo del Comune di Verona e il free wi-fi di Agsm e che verrà potenziata anche grazie alla nuova app cittadina, Smart City Verona, che offre vari servizi, come l’informazione turistica e la mobilità. Stiamo studiando dei rilevatori per capire se i tombini sono pieni o vuoti e stiamo lavorando al rifacimento dell’illuminazione cittadina che nei nostri progetti sarà interamente a led».

«Confindustria Verona da sempre crede che un futuro sereno sia il frutto di tre fattori: l’innovazione, l’internazionalizzazione e, soprattutto, il saper fare rete – ha chiarito Giordano -. Anche per questo abbiamo deciso di investire su uno strumento potentissimo, che punta a un riposizionamento dell’economia locale, ovvero le reti innovative regionali. L’obiettivo di queste reti è quello di creare un valore aggiunto, lavorando insieme non solo tra imprese ma anche con il mondo della finanza, dei centri di ricerca e delle università. In particolare Verona ha deciso di puntare su due reti: la prima è quella dedicata al settore agroalimentare e l’altra è una rete che riguarda i temi energetici, “Veneto Clima Energia”».

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