Il viaggio intorno al mondo del Film Festival della Lessinia (FFDL) a Bosco Chiesanuova si conclude domani, sabato 29 agosto, alle 18, con la cerimonia di premiazione. Al Teatro Vittoria saranno assegnati i riconoscimenti della trentaduesima edizione della rassegna cinematografica internazionale dedicata a vita, storia e tradizioni in montagna. In particolare la Lessinia d’Oro al miglior film in assoluto, la Lessinia d’Argento al miglior lungometraggio e al miglior cortometraggio, assieme ad altri riconoscimenti.
Quella di sabato sarà una giornata ricca di eventi. A partire dall’incontro di Parole Alte, alle 11, nella Piazza del Festival. Sul palcoscenico, in dialogo con l’esploratore e geologo Francesco Sauro, salirà il climatologo Luca Mercalli. Tema: la guerra, che non si limita a spezzare vite umane ma rade al suolo l’ecosistema, prosciuga le risorse del pianeta e avvelena il futuro. Lasciando un’invisibile e spaventosa scia di devastazione.
L’analisi del divulgatore scientifico prende le mosse dal suo ultimo lavoro editoriale, “Breve storia del clima in Italia” (Einaudi, 2025), per spingersi oltre e scoperchiare uno degli orrori più taciuti e sistematici dei conflitti armati: l’impatto ambientale.
«La guerra progetta la distruzione dell’Uomo, ma pure dell’ambiente», evidenzia Mercalli, mettendo a nudo una profonda e lacerante contraddizione della politica globale. Da un lato la classe dirigente sventola agende ecologiche, dove spicca l’obiettivo della pace tra i punti cardine, dall’altro continua a destinare ingenti risorse economiche e industriali al riarmo.
L’impronta ecologica della macchina bellica è imponente fin dalla produzione: la fabbricazione e l’impiego delle armi richiedono un consumo colossale di combustibili fossili e materie prime pregiate. A questo si aggiunge la reazione a catena sulle popolazioni civili che, impoverite, impaurite e private di ogni mezzo di sussistenza, finiscono per sovrasfruttare le ultime risorse rimaste, radendo al suolo foreste ed esaurendo i suoli pur di sopravvivere. Un degrado che non è solo fisico, ma culturale e sociale: il clima di guerra inquina le menti, distoglie l’attenzione collettiva dalle priorità ecologiche e dirotta fiumi di denaro pubblico dalla tutela del territorio alla corsa agli armamenti. Un monito chiaro, quello lanciato dalla Lessinia, che invita a considerare la sostenibilità e la pace come due facce indissolubili della stessa medaglia.





