I Carabinieri della Stazione di Bovolone hanno dato esecuzione ieri ad un’ordinanza di applicazione della misura della custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Verona nei confronti di un 21enne di origini marocchine. Il provvedimento scaturisce da una complessa e articolata attività d’indagine che ha permesso di raccogliere a carico dell’interessato gravi indizi di colpevolezza in ordine ai reati di “rapina aggravata”, “violenza sessuale” e “detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti”.
L’operazione ha avuto origine lo scorso settembre, quando la prontezza di una pattuglia impegnata nel controllo del territorio ha permesso di prestare immediato soccorso ad una cittadina straniera che aveva, poco prima, subito un’aggressione tra le mura domestiche. Il 21enne, introdottosi all’interno della sua abitazione con un pretesto, l’aveva dapprima rapinata di un telefono cellulare e di una banconota da 50 euro, per poi costringerla, con violenza a subire degli atti sessuali, dai quali la donna era riuscita a divincolarsi solo opponendo una strenua resistenza.
L’indagine per individuare il colpevole è partita dall’esame dei filmati delle telecamere installate nell’area, che hanno evidenziato la presenza dell’uomo nella zona in orario compatibile con quello dell’aggressione. I Carabinieri, peraltro, sono riusciti a rinvenire, nella disponibilità del giovane, la porzione stropicciata di una banconota perfettamente sovrapponibile alla parte che era rimasta nelle mani della vittima al culmine della colluttazione. Hanno, poi, ulteriormente consolidato la cornice investigativa tracciata le testimonianze raccolte dal vicinato che aveva avvertito le grida d’aiuto della donna. Non di meno, i Carabinieri, attraverso servizi di osservazione e pedinamento, sono altresì riusciti a documentare la dedizione del 21enne allo spaccio di sostanze stupefacenti, che spesso trovava spazio vicino ad istituti scolastici e parchi pubblici. Nel corso di tale attività investigativa, i militari sono riusciti a recuperare, complessivamente, 14 grammi di “hashish” e 2 grammi di “cocaina”, suddivisi in involucri pronti per la cessione.
La Procura della Repubblica di Verona, concordando con le ipotesi e l’operato dell’Arma, ha inoltrato al Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale scaligero la richiesta di misura cautelare che, sottolineata la spiccata pericolosità sociale del ragazzo, veniva accolta nella misura della custodia cautelare in carcere, ritenuta l’unica idonea a contenere l’indole violenta e spregiudicata da lui mostrata.
Dopo gli accertamenti di rito, il giovane è quindi stato accompagnato nella casa circondariale di “Montorio”, dove permarrà a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.






