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1 Febbraio 2023
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Bovolone, domani arriva Zaia ad inaugurare l’ospedale di comunità

Sarà il presidente della Regione, Luca Zaia, ad inaugurare domani, alle 11, l’ospedale di comunità aperto all’interno dell’ex ospedale San Biagio di Bovolone. Il nuovo punto sanitario è stato autorizzato dall’Ulss 9 venerdì 11 gennaio ed ha iniziato l’attività lunedì 14 gennaio per un periodo sperimentale di un anno con la gestione affidata all’istituto per anziani San Biagio di Bovolone e da questo alla Cooperativa Sociale “Promozione Lavoro” di San Bonifacio.

Un progetto che, però, parte già con qualche riserva. Il 18 dicembre, infatti, la segretaria generale della Funzione Pubblica della Cgil di Verona, Sonia Todesco, ha inviato infatti una diffida al direttore dell’istituto per anziani San Biagio, Mario Finetto, al presidente del consiglio d’amministrazione della casa di riposo, Fabio Piccolboni, al direttore generale dell’Ulss 9 Scaligera, Pietro Girardi, ed alla responsabile della Cooperativa Sociale “Promozione Lavoro” di San Bonifacio, Erica Dal Degan, proprio in medito all’«affidamento in “global service” dell’assistenza socio-sanitaria assistenziale di un nucleo di Ospedale di Comunità di 23 posti letto collocato al primo piano dell’Ospedale San Biagio di Bovolone».

«Si diffida a dar corso all’appalto citato e ad applicare, come previsto, ai lavoratori il contratto delle cooperative sociali – avverte la segretaria della Funziona Pubblica della Cgil – e si ricorda la responsabilità solidale del committente per i trattamenti retributivi e contributivi dei lavoratori».

Se è vero, quindi, che finalmente il tanto promesso Ospedale di comunità a Bovolone è stato autorizzato ed è partito, sembra che il modo attuato per realizzarlo rischi di trasformarsi in una vera e propria frittata amministrativa che potrebbe provocare conseguenze giuridiche e quindi far saltare ancora una volta l’effettiva attività del servizio di ospedale di Comunità al San Biagio.

Il problema sollevato dai sindacati, infatti, è di sostanza e riguarda l’assistenza che poi si darà ai pazienti. La Regione, infatti, ha accreditato l’Ulss ad aprire un ospedale vero e proprio e dovrebbe essere lei ad assumere direttamente gli infermieri. Per non parlare di quali saranno i medici. «Nell’affidamento si parla di “global service”, ma cosa vuol dire? Anche questo non è chiaro – conclude Todesco -. Si occuperanno anche dei medici? Oltre che degli infermieri, e delle pulizie, e della somministrazione dei pasti?. Non si può far partire un ospedale di comunità in questo modo».

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