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30 Settembre 2022
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Bovolone, installato al San Biagio il mammografo donato all’Ulss 9 da Roche Italia e Fujifilm Italia

L’Ulss 9 Scaligera di Verona è una delle strutture sanitarie identificate da Fucina Sanità, nell’ambito della Campagna “Screening Routine” sull’intero territorio nazionale, per ricevere un mammografo di ultima generazione, donato grazie alla collaborazione tra Roche Italia e Fujifilm Italia, per la prima volta insieme con la campagna “Screening Routine”. L’iniziativa punta a supportare la ripresa delle attività di prevenzione del tumore al seno, che hanno subito una pesante battuta d’arresto durante la pandemia. Il mammografo è stato installato nell’Unità operativa complessa di Radiologia dell’Ospedale San Biagio a Bovolone

Le indagini condotte dall’Osservatorio Nazionale Screening evidenziano dati allarmanti: nei primi 5 mesi del 2020, quelli più fortemente impattati dalla pandemia, si è assistito ad un calo dello screening mammografico pari al 53,6% rispetto al 2019, attestatosi al -37,6% considerando l’intero 2020, con un ritardo accumulato di 2,8 mesi, dato che sale a 4,5 mesi considerando l’intero 2020. Un trend negativo che, secondo uno studio pubblicato su Lancet sui dati relativi alla popolazione in UK, si stima potrebbe tradursi in un aumento della mortalità a 5 anni per tumore al seno tra l’8 e il 9%.

Una situazione senza precedenti che richiede, quindi, una sinergia e un impegno eccezionali da parte di tutti gli attori del Sistema Salute per recuperare il tempo perduto e invertire questo trend, ripartendo con lo screening mammografico e avvicinando nuovamente le donne ad una sana e regolare routine di prevenzione.

Guardando la situazione a livello locale, in Veneto secondo il Rapporto AIOM-AIRTUM si registrano ogni anno 4900 nuovi casi di tumore al seno. I dati regionali dell’Osservatorio Nazionale Screening riportano di -63.639 donne (fascia 50-69 anni) chiamate (-19,2%) ad effettuare la mammografia nel 2020 rispetto al 2019, per un totale di -54.139 (-25,1%) donne esaminate e un ritardo accumulato pari a 3 mesi.

«Il sistema mammografico digitale Amulet Innovality e la workstation Amulet Bellus II (Fujifilm) – spiega Giulio Cesaro, direttore della Radiologia di Legnago – sono apparecchiature diagnostiche all’avanguardia per lo svolgimento di mammografie e di interpretazione e refertazione delle immagini prodotte. Questa nuova strumentazione permetterà di recuperare in maniera più agevole e celere le prestazioni di screening mammografico a favore non solo delle utenti residenti nelle zone limitrofe alla sede di Bovolone, ma anche di tutta l’Ulss 9 Scaligera».

Prioritario, nell’ottica di rilanciare lo screening mammografico è, inoltre, il tema dell’aggiornamento tecnologico e digitale dei macchinari, identificato come un’area chiave anche nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, con molte apparecchiature sanitarie in dotazione, e tra questi rientrano anche i mammografi, che risultano avere tra i 6 e i 10 anni (il 27%), a cui si somma un ulteriore 22% in uso da oltre 10 anni.

 

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