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19 Luglio 2024
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Bozzini (Uila): «Bene la nuova Circolare dell’Inps che riconosce l’attività agricola svolta dal lavoratore al di là dall’inquadramento del datore di lavoro»

«Finalmente si mette in trasparenza una parte importante di lavoro e lavoratori in agricoltura, sia sotto l’aspetto della regolarità del rapporto di lavoro che dei diritti e benefici di integrazione al reddito attraverso il riconoscimento della indennità di disoccupazione agricola». È il commento di Giuseppe Bozzini, segretario della  Uila (agroalimentare italiano) Regionale Veneto, in merito alla Circolare n. 56 emanata oggi dall’Inps, e che la Uila ha fortemente voluto, nella quale è stato chiarito che, a prescindere dall’inquadramento del datore di lavoro, è l’attività agricola effettivamente svolta dal lavoratore che fa fede ai fini della sua identificazione previdenziale.

«La Ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, in stretta collaborazione con il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, hanno saputo interpretare il bisogno di trasparenza e legalità di cui il mondo agricolo in una fase così delicata necessita – evidenzia Bozzini -. Per la prima volta si è affrontato il problema dei diritti in agricoltura partendo dal basso e da chi fa il lavoro».

La Circolare n.56, infatti chiarisce che, a prescindere dall’inquadramento del datore di lavoro, è l’attività agricola effettivamente svolta dal lavoratore che fa fede ai fini della sua identificazione previdenziale. Da anni la Uila a tutti i livelli ha combattuto lo sfruttamento e le vergognose pratiche messe in atto dai caporali nelle campagne del nostro Paese. «Spesso la paura attraverso il ricatto e il mancato riconoscimento dell’attività svolta nei campi dai lavoratori è stato il deterrente che ha consentito pratiche di elusione ed evasione di diritti di una parte di imprese e agricoltori – ricorda Bozzini -. Invece che osservare i problemi e le esigenze del mondo Agricolo, guardando sempre ai fenomeni complessivi del mercato e del commercio dei prodotti per arrivare poi a stabilire compatibilità e regole, si è finalmente deciso di partire dal valore del lavoro riconoscendone i soggetti.
Si pongono così le basi per avviare una fase di rinnovamento e di trasparenza nel mercato del lavoro agricolo. Se tutti i soggetti istituzionali, le associazioni, le organizzazioni sindacali collaborano mettendo a disposizione informazioni, esigenze e diritti molto probabilmente riusciremo a dare al mondo agricolo un importante ruolo nella ripresa della nostra economia».

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