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6 Febbraio 2023
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Bussolengo, arrestato per truffa ad anziani con la scusa di un incidente del loro figlio


I Carabinieri di Bussolengo hanno tratto in arresto due soggetti accusati uno di truffa a danni di anziani e l’altro di rapina e furto.
Il primo arresto è stato operato nei confronti di S. U., napoletano, 38 anni, pluripregiudicato per reati specifici, nella flagranza del reato di truffa aggravata in concorso con soggetti allo stato ignoti ai danni di una signora anziana. Nella mattinata del 19 febbraio, una signora di 89 anni di Bussolengo ha contattato il locale Comando Stazione, richiedendo l’intervento dei Carabinieri poiché era stata vittima di un tentativo di truffa. In particolare, l’anziana aveva ricevuto sull’utenza telefonica fissa della sua abitazione, una comunicazione da parte di un uomo che si era presentato come operatore di assicurazioni che le aveva chiesto di provvedere al pagamento immediato dell’assicurazione dell’auto. La signora ha risposto che la polizza era già stata pagata ma l’uomo ha replicato che si trattava della polizza del figlio. La donna ha allora controbattuto dicendo di non avere figli maschi e il malfattore, per tutta risposta, ha riferito che si trattava della polizza stipulata dalla figlia minore. Per tali ragioni, ha ribadito la necessità di effettuare un pagamento immediato, altrimenti i Carabinieri avrebbero sequestrato il veicolo. La donna non era però convinta della situazione pertanto ha chiamato il marito che si trovava in un’altra stanza e questo, sopraggiunto, ha proseguito la conversazione con l’operatore; certo del fatto che la polizza fosse regolarmente stata pagata, il coniuge ha deciso di chiudere repentinamente la comunicazione, mettendo giù il telefono. La signora, sospettando che la linea telefonica della sua abitazione fosse stata manomessa, ha deciso di allertare immediatamente i Carabinieri.
A quel punto i Carabinieri di Bussolengo, ipotizzando che potessero comunque giungere sul posto i truffatori, hanno predisposto una pattuglia in abiti civili e con autovettura dotata di targhe di copertura e si sono immediatamente recati all’indirizzo di residenza della signora. L’esperienza investigativa per analoghi casi pregressi, ha fatto presumere che nel breve raggio vi fossero altre potenziali vittime, già contattate e che quindi sarebbero state raggiunte a breve dai malfattori. Tale tipo di truffa, infatti, è oramai tristemente nota ai Carabinieri e consiste nel contattare telefonicamente le vittime (prevalentemente persone anziane) riferendo loro di imminenti provvedimenti a carico di un loro figlio o parente molto stretto, a cui si sarebbe potuto ovviare mediante il pagamento immediato di una somma (sia in contanti, che con gioielli/monili) da consegnare ad un “collaboratore”, solitamente un sedicente avvocato o un appartenente alle Forze dell’Ordine che si sarebbe recato a casa della vittima.
In effetti, i militari hanno individuato in piazzale Vittorio Veneto un uomo che si aggirava senza apparente meta tra le vie del paese, vestito con giaccone nero e zaino nero a spalla. I sospetti sono ricaduti su di lui perché, a più riprese, sembrava che ricevesse telefonicamente indicazioni stradali, cambiando direzione in maniera repentina e percorrendo le strade con una camminata sostenuta. Ad un certo punto l’uomo è entrato in un condominio e poco dopo ne è uscito in tutta fretta, cercando di allontanarsi, ma è stato bloccato dai Carabinieri che hanno deciso di sottoporlo a perquisizione personale, rinvenendo un tovagliolo di carta di colore bianco, contenente due collane in oro, tre bracciali in oro, un ciondolo in oro con al suo interno una Sterlina, un pendaglio in oro, una medaglia in oro raffigurante Gesù, un paio di orecchini in oro, un anello in oro con zaffiro di colore blu scuro e brillanti, un anello in oro con zircone.
Quindi i militari hanno contattato la vittima della truffa che era ancora convinta di avere consegnato i propri gioielli ad un avvocato, riferendo ai militari che la propria figlia era rimasta coinvolta in un sinistro stradale e che, a causa della mancata copertura assicurativa, aveva appena consegnato i propri beni ad un avvocato. L’anziana donna (83 anni) è stata però informata della patita truffa e invitata a sporgere denuncia al Comando Stazione di Bussolengo, ove si è recata subito dopo, denunciando di essere stata contattata in mattinata sulla sua utenza telefonica fissa da un sedicente assicuratore, il quale aveva riferito che la polizza dell’autovettura della figlia era scaduta di validità. Dopo qualche minuto l’anziana ha ricevuto una seconda telefonata, sempre dal medesimo interlocutore, che però questa volta si è qualificato come un Maresciallo dei Carabinieri. Lo stesso ha riferito che sua figlia aveva fatto un incidente stradale, aveva l’assicurazione scaduta di validità e sarebbe stata trattenuta fino al pagamento di una somma di 3.800 euro. La donna ha riferito che al momento non era in possesso del denaro richiesto, pertanto il sedicente Maresciallo chiedeva se avesse oro in casa, perché così gli era stato riferito dalla figlia della vittima; a quel punto il malfattore ha simulato di passare il telefono alla figlia e, camuffando il proprio tono con una voce all’apparenza femminile, ha proferito testualmente “Mamma aiutami. Dagli quello che hai”. Poi la conversazione è proseguita con il presunto Maresciallo che ha riferito di consegnare la somma stabilita ad un avvocato che sarebbe giunto sul posto entro pochi minuti. L’interlocutore non ha mai interrotto la telefonata fino a quando la donna non ha preparato tutto l’oro che custodiva in cantina. A quel punto, accertatosi di aver convinto la malcapitata, ha chiuso la conversazione e, dopo pochi secondi, si è presentato alla porta di casa, qualificandosi come avvocato e prelevando gli effetti in oro preparati e, non contento del bottino, il truffatore ha convinto la donna a consegnargli anche la fede nuziale che aveva al dito.
All’uscita, però, c’erano i carabinieri ad attenderlo. La refurtiva rinvenuta è stata immediatamente restituita alla signora. L’arrestato, a seguito di giudizio direttissimo, è stato associato alla Casa Circondariale di Verona mentre sono tutt’ora in corso indagini volte a identificare i complici.

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