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4 Dicembre 2021
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Bussolengo, casa a luci rosse in pieno centro: due arresti per sfruttamento della prostituzione

I Carabinieri della stazione di Bussolengo hanno tratto in arresto A.F.O., un uomo di 56 anni, e M. U., una donna di 53 anni, entrambi italiani e residenti nella provincia di Verona per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.

Qualche mese fa, i militari hanno ricevuto delle segnalazioni da alcuni residenti su uno strano movimento in un appartamento situato in centro paese. I Carabinieri hanno quindi predisposto dei servizi di osservazione, al fine di identificare in modo discreto gli eventuali “clienti” frequentatori dell’appartamento ed acquisire dagli stessi ulteriori elementi che potessero confermare o smentire la commissione dei reati ipotizzati.

L’attività di indagine ha portato ad accertare in maniera inequivocabile che A.F.O. era titolare del contratto di affitto dell’immobile e vi abitava stabilmente; assieme ad M. U., e che erano sempre presenti all’interno dell’appartamento quando i “clienti” vi accedevano per ottenere, previo pagamento, una prestazione sessuale da parte di C.A., 35 italiana, anche lei residente nella provincia di Verona. In particolare, è emerso che gli appuntamenti, per la maggior parte, venivano concordati telefonicamente dopo una ricerca che il cliente eseguiva on line su appositi siti di incontri.

Nel pomeriggio del 3 giugno i militari documentavano l’ingresso dell’ennesimo “cliente”, decidendo di accedere nell’appartamento nel momento in cui quest’ultimo si sarebbe accinto ad uscire, appurando che in quel momento, oltre a C.A., la quale aveva appena terminato di offrire la sua prestazione sessuale, erano presenti M. U. e A.F.O..

Tutti i presenti venivano, quindi, condotti negli uffici della caserma dei Carabinieri di Bussolengo, per gli opportuni accertamenti dai quali emergeva come gli arrestati fossero responsabili dei reati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione: A.F.O., peraltro gravato da precedenti di polizia specifici, avrebbe dato la possibilità alla donna di prostituirsi nel suo appartamento, ricevendo anche danaro da C.A. per il pagamento di bollette varie; mentre M.U., la quale già da tempo si prostituiva all’interno del medesimo appartamento, sarebbe sospettata di aver reclutato la predetta C.A. avviandola alla prostituzione.

L’immobile in questione veniva perquisito e sottoposto a sequestro, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Verona che veniva informata dell’arresto operato. Il Pubblico Ministero di turno disponeva che A.F.O. venisse condotto presso la Casa Circondariale di Verona Montorio mentre M. U. sottoposta agli arresti domiciliari nella sua abitazione.

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