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10 Agosto 2022
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Bussolengo, la Cgil lancia l’allarme: «Smantellano il Centro trasfusionale dell’ospedale»

«Da nostre informazioni risulta che il Centro trasfusionale dell’ospedale di Bussolengo sarebbe sul punto di essere smantellato e accorpato al Polo Unico di Lavorazione del Sangue del Policlinico di Borgo Roma a Verona a causa di una presunta carenza di personale medico».

A lanciare l’allarme è oggi la segreteria Funzione Pubblica della Cgil di Verona con una nota ufficialeì. «Sarebbero già state fissate due scadenze per la cessazione delle due sue principali componenti: entro la fine ottobre cesserebbe la Virologia, che si occupa inoltre di malattie come l’HIV, l’epatite, le malattie a trasmissione sessuale, mentre entro la fine dell’anno cesserebbe anche il laboratorio di biologia molecolare (NAT), normalmente usato per fare la validazione delle sacche di sangue o sue componenti – precisa il sindacato confederato -. Si tratta, se confermata, di una decisione grave che cade come un fulmine a ciel sereno, non solo perché il centro trasfusionale è una componente importante di un nosocomio, ma anche e soprattutto perché in questo modo si lascerebbe sguarnita l’intera parte Ovest della provincia di Verona».

«Se proprio si deve pensare ad un trasferimento, la soluzione più razionale che come FP Cgil sosteniamo e peroriamo da tempo sarebbe il suo spostamento al Magalini di Villafranca, ospedale hub per acuzie di riferimento per l’intero territorio dell’ex Ulss 22, dotato di polo chirurgico e terapie intensive – spiega Simone Mazza della Fp Cgil Verona -. Fin dalla “rinascita” del giugno 2018, dopo l’incendio, la distanza che separa le chirurgie del Magalini dal centro trasfusionale di Bussolengo (più di 30 chilometri andata e ritorno) è apparsa del tutto disfunzionale. Un ulteriore allontanamento con trasferimento del centro trasfusionale nel capoluogo sarebbe oltremodo incomprensibile e penalizzante, tanto più nel periodo in cui gli ospedali sono chiamati dalla Regione ad accorciare le chilometriche liste di attesa, recuperando gli interventi chirurgici lasciati indietro nel periodo di picco del Covid».

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