«Giusto il decreto del governo che sospende il lavoro nelle ore più calde. Ma bisogna pensare a ristori anche per le giornate di lavoro perse dalle aziende agricole». Così Marta Turolla, direttore di Cia Agricoltori Italiani – Verona, commenta il provvedimento approvato dal Consiglio dei Ministri, di cui si attende la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e la successiva circolare applicativa dell’Inps. Il decreto rafforza la Cisoa (Cassa integrazione speciale operai agricoli), consentendo la sospensione anche parziale dell’attività lavorativa nelle ore di caldo estremo e garantendo la tutela economica dei lavoratori.
«È una misura importante, che accogliamo con favore, perché la salute e la sicurezza di chi opera nei campi rappresentano una priorità assoluta – chiarisce Turolla -. Le imprese agricole sono le prime ad assumersi la responsabilità di organizzare il lavoro affinché si svolga nelle migliori condizioni di sicurezza, anche rimodulando gli orari di lavoro. In questa direzione va anche l’Ordinanza della Regione Veneto del 16 giugno, che vieta lo svolgimento delle attività lavorative all’aperto dalle 12,30 alle 16, dal 17 giugno al 31 agosto, nelle giornate in cui il sistema Worklimate segnala un livello di rischio “alto” per i lavoratori esposti al sole».
Nel territorio veronese il settore agricolo programma ogni anno 13.700 assunzioni, concentrate soprattutto nel periodo estivo. «Proprio nei mesi estivi si concentra il maggiore fabbisogno di manodopera e molte lavorazioni, dai trapianti alle irrigazioni fino alle raccolte, non possono essere rinviate senza provocare danni produttivi ed economici – spiega il direttore di Cia Verona -. Per essere davvero completo, quindi, il provvedimento dovrà estendere l’attenzione anche alle imprese agricole. Per questo chiediamo che il Governo individui criteri e parametri oggettivi per quantificare e compensare le perdite subite dalle aziende agricole, facendo riferimento ai giorni di sospensione delle attività determinati dalle ordinanze emanate per il rischio caldo. Tutelare i lavoratori e, nello stesso tempo, garantire la continuità produttiva delle imprese significa assicurare la tenuta dell’intero sistema agricolo».






