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Caso Cattolica, continua la battaglia tra i vertici ed una parte dei soci sull’accordo con Generali

luglio 21, 2020 10:22 am Category: Economia, In evidenza, ultimaora Scrivi un commento A+ / A-

La sede centrale di Verona di Cattolica Assicurazioni

Non si placa lo scontro sulle vicende di Cattolica Assicurazioni tra i vertici ed una parte dei soci riguardo all’accordo con Generali per l’aumento di capitale da 500 milioni richiesto dall’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni. Nei giorni scorsi si è vissuto un altro capitolo della battaglia scoppiata a fine giugno, quando l’assemblea straordinaria del 27 giugno ha approvato l’aumento di capitale, dando mandato al consiglio di amministrazione di Cattolica di realizzarlo tramite l’ingresso di Generali che coprirà l’impegno con 300 milioni e avrà il 24,4%.

Da una parte c’è stata la denuncia alla Procura della Repubblica di Milano, il 17 luglio, per «false comunicazioni» da parte del Cda di Cattolica, dall’altra il ricorso al Tribunale di Venezia (sezione specializzata in materia di impresa) presentato dai soci contrari alla delibera del 27 giugno. Un’impugnativa della delibera assembleare di conferimento di delega al Cda per l’aumento di capitale con esclusione del diritto di opzione che è stata notificata ieri al cda di Cattolica.

L’atto è stato predisposto dallo Studio Grimaldi con l’avvocato Ilario Giangrossi e dall’avvocato Francesco Mercurio del foro di Venezia, in collaborazione con importanti professionisti del territorio. Tra le decine di sottoscrittori dell’impugnativa tutti i rappresentanti di Casa Cattolica: il coordinare Germano Zanini; Michele Giangrande, candidato della lista 2 all’assemblea ordinaria, Paola Boscaini, presidente del patto di sindacato “Le Api”; Maurizio Zumerle, presidente dell’associazione dei soci Apaca, in rappresentanza di migliaia di soci.

Oltre a questi tra i sottoscrittori, i rappresentanti della Curia veronese, sindaci del territorio, importanti imprenditori e rappresentanti della società civile, «uniti in fronte unito e compatto contrario alla svendita a Generali che porterebbe avere gravi ripercussioni sul futuro dei 18600 soci, 1800 dipendenti e 1400 agenti, oltre ad avere importanti ricadute sul territorio di Verona», scrivono nel comunicato i rappresentanti di Casa Cattolica.

La convinzione dei soci è di poter ottenere una sospensiva dell’efficacia della delibera assembleare in modo da consentire le verifiche di legittimità della stessa, prima che ne venga data esecuzione il 31 luglio rendendola non più impugnabile.

«In relazione a false comunicazioni che circolano in questi giorni e altresì a iniziative di vario genere che vengono annunciate e perseguite, per tutelare l’immagine e gli interessi di Cattolica e di tutti gli stakeholder, la società ha ritenuto opportuno e doveroso segnalare all’Autorità di vigilanza sui mercati, già nella giornata del 16 luglio scorso, e altresì all’Autorità Giudiziaria competente, individuata nella Procura della Repubblica di Milano, lo scorso 17 luglio, fatti e circostanze inerenti la corretta informazione dei Soci e del pubblico – è stata la risposta dei vertici di Cattolica -. Tutto ciò al fine di un corretto svolgimento dell’assemblea e della regolarità delle quotazioni del titolo sul mercato».

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