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20 Ottobre 2020
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Castelnuovo del Garda, i Carabinieri scoprono un capannone-serra con 400 piante di cannabis

Nella mattinata del 27 agosto, a Castelnuovo del Garda, i Carabinieri del Nucleo operativo radiomobile della Compagnia di Peschiera del Garda hanno tratto in arresto il ventottenne P. G. e il ventenne K. A., entrambi di origine albanese e irregolari sul territorio, in Italia senza fissa dimora, resisi responsabili di produzione e detenzione di sostanze stupefacenti del tipo marijuana.

I militari avevano ricevuto alcune segnalazioni pervenute da cittadini in merito a movimenti e “odori” anomali nella zona industriale di Castelnuovo del Garda, frazione di Oliosi, facendo presupporre la presenza di sostanze stupefacenti. I Carabinieri, quindi, svolgendo una mirata attività investigativa, hanno individuato uno degli innumerevoli capannoni presenti in zona di proprietà di una società di Roma, concesso in affitto ad un’impresa di carpenteria metallica del paese che, di fatto, non sembrava operante in tale settore. A quel punto è iniziato un servizio di osservazione e dopo alcune ore di attesa, nel cuore della notte, è stato notato un furgone faceva ingresso nel piazzale del fabbricato, parcheggiandosi con la parte posteriore a ridosso del portone d’accesso. Subito dopo, sono scesi due uomini che, dopo essersi guardati intorno, hanno chiuso il cancello esterno con una catena e un lucchetto di grosse dimensioni, ed hanno iniziato a entrare ed uscire dallo stabile, portando in spalla dei grandi sacchi.

Il servizio di osservazione, protrattosi per tutta la notte, ha permesso di appurare che all’interno del capannone vi erano delle attività anomale e sicuramente non compatibili con quelle di una carpenteria metallica, in quanto, anche a distanza, era possibile vedere una forte luce azzurra fluorescente e all’esterno era chiaramente percepibile l’odore di sostanza stupefacente, quasi sicuramente del tipo marijuana.

Dopo ore di appostamento, i Carabinieri si sono resi conto che i malfattori si erano ben organizzati in modo da rendere il capannone praticamente inaccessibile quasi alla stregua di un bunker e qualsiasi tentativo di accesso sarebbe stato notato tempestivamente dai soggetti che, vistisi scoperti, si sarebbero dati così alla fuga. A quel punto i militari sono stati costretti a elaborare una strategia alternativa: alle prime luci dell’alba, mentre i due soggetti erano ancora chiusi all’interno del capannone, i carabinieri, individuato il contatore dell’energia elettrica pertinente allo stabile in argomento, hanno provveduto a staccarlo temporaneamente, ipotizzando che la mancanza di energia elettrica li avrebbe spinti ad uscire dal bunker per sistemare l’anomalia. Ed infatti i due soggetti sono effettivamente usciti dal capannone e si stavano dirigendo verso il contatore ma, proprio in quel momento, sono stati raggiunti e bloccati dai Carabinieri che si erano nascosti nelle vicinanze.

Una volta avuto accesso al capannone, i militari si son trovati di fronte ad una vera e propria coltivazione, in quanto una parte dello stabile era stata divisa in due grandi serre, artigianalmente realizzate in cartongesso, all’interno delle quali erano stati realizzati impianti di illuminazione mediante oltre 35 lampade a led e tre decine di alimentatori di elevata potenza, fino ai 600 Watt, sistemi di aerazione con tubi di alluminio e ventilatori, il tutto collegato ai contatori dell’energia elettrica, pericolosamente modificati nelle funzioni dagli stessi fermati. Il sopralluogo all’interno delle serre ha permesso di rinvenire un totale di 325 piante di cannabis in singoli vasi, già fiorite e dell’altezza di oltre un metro, oltre a 102 piantine in vaso, di nuova coltivazione e appena germogliate, posizionate nel soppalco dello stabile, con illuminazione dedicata. Durante le fasi di perquisizione, è stato rinvenuto anche un sacchetto contenente 170 grammi di marijuana, già essiccata e triturata, pronta per la vendita.

A quel punto i Carabinieri, in collaborazione con la Polizia Locale di Castelnuovo del Garda, hanno provveduto a sottoporre a sequestro il capannone, che i due soggetti avevano trasformato anche in dormitorio dalle condizioni igienico-sanitarie precarie, nonché tutta l’attrezzatura e le piante di canapa che sono state poi spostate in apposito stabile, per i successivi accertamenti tecnici.

La prima stima effettuata sulle piante rinvenute, tenendo conto del grado di maturazione e dei sistemi adoperati dai malfattori, è di un prodotto finito e pronto alla vendita per un peso complessivo di oltre 70 chili di marijuana, del valore approssimativo sul mercato illegale di circa 500.000 Euro.

Sono tuttora in corso dettagliati accertamenti, in quanto l’ingente valore della sostanza stupefacente rinvenuta e le particolari e costose attrezzature utilizzate per la coltivazione fanno presupporre il fatto che dietro ai due arrestati vi possa essere una organizzazione criminale ben delineata e articolata sul territorio.

Dopo le operazioni, gli arrestati sono stati tradotti alla Casa Circondariale di Verona Montorio e, nella mattina odierna, a seguito di udienza di convalida, è stata disposta la misura della custodia in carcere a carico di entrambi.

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