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Cattolica Assicurazioni, arriva Generali a salvare l’aumento di capitale chiesto dall’Ivass. Domani l’assemblea dei soci

giugno 26, 2020 2:02 pm Category: Economia, In evidenza, ultimaora Scrivi un commento A+ / A-

Il presidente di Cattolica, Paolo Bedoni

Arriva il Leone di Trieste, le Assicurazioni Generali, a salvare Cattolica che però diventa una Spa rinunciando al suo storico profilo cooperativistico. È l’asso nella manica tirato fuori a pochi giorni dall’assemblea dei soci della società di assicurazioni veronese, convocata per domani, sabato 27 giugno, dal presidente Paolo Bedoni per tappare la falla di un aumento di capitale da 500 milioni chiesto il 27 maggio dall’Ivass, l’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni. Una missiva che ha «rilevato la necessità di interventi di patrimonializzazione che si attende vengano perseguiti mediante l’utilizzo integrale della delega proposta alla prossima Assemblea Straordinaria dei soci convocata per sabato 27 giugno, pari ad un aumento di capitale di 500 milioni da effettuarsi entro l’inizio dell’autunno». Un nodo non da poco che ha scatenato un crollo del valore dell’azione in borsa (passata dai 7,50 euro di gennaio ai 3,42 del 2 giugno, e poi risalita le notizie sull’entrata di Generali, al 4,98 del 25 giugno.

L’entrata di Generali in Cattolica sarà pari a 300 milioni di euro di aumento di capitale, per una quota del 24,4%, ed è stata decisa il 25 giugno in contemporanea dal consiglio di amministrazione di Assicurazioni Generali, riunito a Milano sotto la presidenza di Gabriele Galateri di Genola, e dal consiglio di amministrazione di Cattolica, riunito a Verona. Ne nasce una partnership strategica fondata su tre pilastri: il primo è l’aumento di capitale necessario a Cattolica per recuperare i suoi margini di solvibilità con l’impegno di Generali a sottoscrivere un ammontare pari a 300 milioni di euro, subordinato all’approvazione della trasformazione in Spa di Cattolica (storicamente una cooperativa dove ogni socio vota per uno, e non in base al numero di azioni possedute) e ad modifiche statutarie relative alla stessa governance di Cattolica. Ma non finisce qui, l’aumento di capitale da 500 milioni richiesto dalle autorità a Cattolica è stato previsto dalla società in due tranche: una prima da 200 milioni riservata ai soci ed una da 300 agli istituzionali, che oggi si è chiusa con l’entrata di Generali. Se, però, i soci non arrivassero a coprire i 200 milioni a loro riservati, ecco che l’accordo con il Leone di Trieste prevede la facoltà per Generali di sottoscrivere pro quota il successivo aumento di capitale in opzione per tutti gli azionisti per un ulteriore controvalore massimo pari a 200 milioni di euro.

Il secondo è il patto tra le due società per la modifica della forma giuridica e della governance di Cattolica con l’accordo che prevede la trasformazione di Cattolica da cooperativa a società per azioni, con effetto dal 1° aprile 2021, e l’adozione di modifiche statutarie a tutela dell’investimento di Generali che includono «il diritto di veto di Generali nell’assemblea dei soci e nel consiglio di amministrazione di Cattolica – si legge nella nota ufficiale dell’accordo – in relazione a determinate materie rilevanti a tutela degli interessi finanziari di Generali come investitore e socio di Cattolica, nonché la nomina di 3 membri del consiglio di amministrazione di Cattolica».

Il terzo pilatro sono gli accordi industriali e commerciali in grado di generare opportunità e benefici diretti immediati per i due gruppi.

L’operazione ora andrà all’esame dell’assemblea dei soci straordinaria anche nel modo con cui si terrà: senza soci a causa del Covid-19, che saranno rappresentati da un delegato designato e con tutta una serie di obblighi: fare domanda a chi gestisce il loro portafoglio titoli per ottenere il biglietto di partecipazione, procedura di voto che prevede l’invio delle deleghe al rappresentante designato tramite posta elettronica certificata o posta elettronica ordinaria a cui deve seguire l’invio con raccomandata dei documenti  in originale, via fax e tramite raccomandata. Ora, se l’assemblea approverà il piano di Bedoni che porta all’entrata di Generali (cosa pressoché scontata perché altrimenti si rischia il commissariamento della compagnia visto che è difficile pensare che i soci siano pronti ad accollarsi tutti i 500 milioni necessari per l’aumento di capitale chiesto dalle autorità di vigilanza),          si passerà alla trasformazione in Spa. Il patto con Generali, infatti, prevede che il consiglio di amministrazione di Cattolica convochi entro il 31 luglio l’assemblea straordinaria per la deliberazione di trasformazione della società in Spa, con il conseguente cambio di statuto. Modificando così radicalmente il dna di Cattolica dopo 124 anni di storia cooperativa.

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