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28 Ottobre 2020
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Cattolica Assicurazioni, il 70,8% dei soci dice sì alla trasformazione in Spa. I contrari pronti ad impugnare l’assmblea

Approvata dai soci la trasformazione in Spa di Cattolica Assicurazioni, operazione che da il via all’ingresso di Generali nella società e quindi all’aumento di capitale da 500 milioni. L’ok al percorso è arrivato dall’assemblea che si è tenuta ieri, venerdì 31 luglio, a Verona, sotto la presidenza di Paolo Bedoni con l’intervento del Rappresentante Designato (Computershare S.p.A.) per le norme antiCovid.

Tramite il Rappresentante Designato, hanno partecipato 2722 soci, rappresentanti 26.077.367 azioni e il 14,56% del numero complessivo dei soci e il 14,96% del capitale sociale. Gli esiti delle votazioni sono risultati i seguenti: 2645 voti, di cui 1850 voti (69,94%) per la lista numero 1 e 636 voti (24,05%) per la lista numero 2. I n sede straordinaria: per quanto riguarda il punto 2, modifiche allo statuto della Cooperativa, hanno partecipato 2694 aventi diritto e sono risultati espressi 1908 voti (70,82%) a favore e 775 voti (28,77%) contrari. Per quanto riguarda il punto 3, trasformazione della Cooperativa in Spa, hanno partecipato 2700 aventi diritto e sono risultati espressi 1910 voti (70,74%) a favore e 785 voti (29,07%) contrari.

Quanto alla parte ordinaria, concernente la nomina di un componente del Consiglio di Amministrazione, l’Assemblea ha approvato, con il voto favorevole e la percentuale di circa il 70% degli aventi diritto per testa, la nomina quale componente del Consiglio di Amministrazione di Carlo Ferraresi, (Direttore Generale della società) estratto dalla lista numero 1 presentata dal Consiglio di Amministrazione.

Le modifiche statutarie proposte saranno efficaci, secondo la disciplina transitoria approvata, solo dopo l’autorizzazione da parte di Ivass e la conseguente iscrizione nel Registro delle Imprese, data dalla quale, per quel che riguarda la delibera di trasformazione, decorrerà il termine di 15 giorni per l’eventuale esercizio del diritto di recesso da parte dei Soci che non abbiano concorso all’approvazione della medesima deliberazione, alle condizioni già indicate.

Ora si potrà dare luogo a quanto previsto dall’Accordo Quadro con Assicurazioni Generali.

Il presidente di Cattolica Assicurazioni, Paolo Bedoni ha dichiarato: «La deliberazione odierna conferma ancora una volta lo spirito di responsabilità, la propensione all’innovazione e la capacità di assumere decisioni rilevanti dei soci di Cattolica Assicurazioni. Con questo passaggio storico, prosegue il percorso di riforme intrapreso dalla società oltre 20 anni fa, volto a renderla sempre più competitiva e al passo con le best practice del settore assicurativo. La votazione di oggi permetterà alla Compagnia di essere sempre più forte sul mercato, solida e proiettata verso il futuro attraverso l’alleanza strategica con un player di grande rilievo quale è Generali. Tutto ciò senza rinunciare, anche attraverso la Fondazione Cattolica, ai propri valori, alla propria identità e al radicamento sul territorio».

«Con la forza data dal No dei 790 soci pari al 29.07% dei votanti e con il supporto di tutto il territorio veronese, proseguirà ancora più forte e decisa l’azione per la salvaguardia di Cattolica Assicurazioni, dei 18600 soci, 1800 dipendenti e 1400 agenti». La dichiarazione è di Michele Giangrande, candidato della lista 2 al consiglio di amministrazione di Cattolica e rappresentante, assieme a Paola Boscaini, Maurizio Zumerle e Germano Zanini, di “Casa Cattolica”, la rete che unisce soci, associazioni dei soci imprenditori e imprese, rappresentanti delle istituzioni e della società civile, rappresentanti di quasi tutti i partiti politici, di ambienti vicini alla curia e di tanti amministratori locali contrari alla trasformazione in Spa di Catttolica Assicurazioni ed a quella cha hanno definito «una svendita» alle Generali.

«Siamo certi che con una informativa più chiara e trasparente, coerente con i veri valori etici di Cattolica, sostituiti spesso con del “burocratese”, e con un assemblea in “presenza” con un reale dibattito, negato anche telematicamente, si sarebbero raccolti facilmente ben oltre i 100 voti per raggiungere il quorum e bloccare la trasformazione in Spa – affermano i portavoce di Casa Cattolica -. La convinzione della rete di Casa Cattolica è che Cattolica Assicurazioni, i suoi soci, dipendenti e agenti siano un patrimonio dell’intero territorio che va difeso ad oltranza da attacchi ostili che ne tradiscono i valori e ne vogliono rescindere il legame. Proprio per questo motivo, nei prossimi giorni il coordinamento di Casa Cattolica si ritroverà con la giusta serenità ma assoluta consapevolezza per analizzare tutta la documentazione legale raccolta nelle scorse settimane ai fini di valutare l’impugnazione anche dell’assemblea del 31 luglio oltre a quella dello scorso 27 giugno».

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