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Cattolica, l’istituto di vigilanza chiede di varare in assemblea un aumento di capitale di 500 milioni

giugno 1, 2020 12:39 pm Category: Economia, In evidenza, ultimaora Scrivi un commento A+ / A-

Il presidente Paolo Bedoni

L’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni (Ivass) ha chiesto il 27 maggio con una lettera indirizzata al presidente del Consiglio di amministrazione di Cattolica Assicurazioni, Paolo Bedoni, ed al presidente del Comitato per il controllo sulla gestione della società, Bettina Campedelli, ha «rilevato la necessità di interventi di patrimonializzazione che si attende vengano perseguiti mediante l’utilizzo integrale della delega proposta alla prossima Assemblea Straordinaria dei soci convocata per il 26/27 giugno, pari ad un aumento di capitale di 500 milioni da effettuarsi entro l’inizio dell’autunno».

A renderlo noto, oggi, 1° giugno, è la stessa società Cattolica Assicurazioni che afferma: «Nella lettera è data evidenza della situazione di solvibilità indebolita del Gruppo, della Capogruppo e di talune controllate a seguito del deterioramento dei mercati finanziari conseguente alla diffusione della pandemia da Covid-19 che ha causato l’allargamento degli spread, l’ulteriore calo dei tassi risk free e un marcato calo dei mercati azionari – dice la nota di Cattolica -. In particolare, si fa notare che due società controllate Vita, BCC Vita e Vera Vita, hanno presentato una stima di Solvency Ratio inferiore al minimo regolamentare, di cui la prima sotto il livello del MCR (“Minimum Capital Requirement”). Inoltre, è riportato che i Solvency Ratio del Gruppo, della Capogruppo e di altre due società controllate Danni, pur rimanendo sempre sopra i minimi regolamentari, hanno riportato dei valori al di sotto delle soglie interne di Risk Appetite Framework. A tale proposito, l’Ivass reputa che tali soglie andrebbero calibrate usando stress test severi per tener conto dell’elevata volatilità di alcune variabili finanziarie nonché di altri fattori di rischio».

La nota dell’Ivass è stata subito sottoposta all’esame del Consiglio di amministrazione, riunito nella serata del 31 maggio, che ha dato mandato al management di preparare un piano nei tempi richiesti, al fine di rafforzare la solvibilità del Gruppo. «Il Consiglio di amministrazione della Società Cattolica di Assicurazione ha sempre perseguito e sempre perseguirà la solidità patrimoniale a difesa e beneficio degli assicurati sia della Società stessa sia delle Società controllate – conclude il comunicato di Cattolica -. Nel corso del consiglio del 22 maggio erano state illustrate alcune misure atte al rafforzamento della posizione di capitale del Gruppo. In particolare, era stata descritta la possibilità di effettuare un aumento di capitale di 200 milioni abbinato all’emissione di un analogo ammontare di strumento subordinato Tier 1 (con contestuale richiamo di parte di uno strumento Tier 2). Tali azioni, abbinate ad alcune minori (tra cui l’aumento della copertura riassicurativa catastrofale), avrebbero portato il raggiungimento di un’adeguata patrimonializzazione, permettendo di finalizzare le attività di M&A previste entro il termine del 2021. Inoltre, sono già state definite delle misure di rafforzamento patrimoniale per BCC Vita che presentava la situazione di solvibilità più critica. Il CdA della Capogruppo aveva deliberato la proposta di non distribuire gli utili d’esercizio. Tale scelta era stata deliberata anche nei CdA delle controllate oggetto di analisi. Si ricorda che il Solvency Ratio del Gruppo Cattolica, calcolato con Standard Formula con GSP, è stato costantemente pari ad almeno il 160% fino alla fine del 2019, scendendo sotto tale livello solo durante questa fase di alta volatilità dei mercati finanziari conseguente alla diffusione della pandemia. A tale proposito si dà conto che nell’ultimo monitoraggio (22 maggio), il Solvency Ratio del Gruppo Cattolica è pari al 122% (vs. 147% del 31 marzo), mentre quello della Capogruppo è al 130%».

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