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4 Luglio 2022
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Cavaion Veronese, il progetto “Il basket ri-torna a scuola” concluso con 500 alunni coinvolti

Si è concluso con una serata organizzata dal “Tobia Basket” e dal Comune di Cavaion Veronese il progetto “Il basket ri-torna a scuola” che ha visto coinvolti 500 alunni dei tre plessi dell’Istituto comprensivo Fracastoro di Cavaion, Affi e Pastrengo.

Alla serata, moderata dal giornalista Andrea Etrari, hanno preso parte il responsabile tecnico Nazionale del minibasket Maurizio Cremonini, la dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo Fracastoro, Anastasia Zanoncelli, e il sindaco di Cavaion, Sabrina Tramonte.

Il progetto è nato dalla volontà di raggiungere un duplice obiettivo: far nascere l’amore per la pallacanestro e la voglia di giocare nei bambini, insegnando loro i valori di base dello sport. Il professor Michele Trevisani del Tobia Basket ha “snocciolato” i numeri del progetto: «Abbiamo coinvolto tre plessi del Fracastoro par a 26 classi che hanno partecipato per un totale di 500 alunni, con due ore di intervento per classe in cui hanno operato tre nostri istruttori».

La professoressa Zanoncelli ha illustrato gli obiettivi e le finalità dell’iniziativa: «Sviluppare un programma di promozione del “Giocosport Easybasket” per i bambini e le bambine delle scuole primarie; condividere le finalità educative come strumento coerente per la formazione di un’adeguata cultura sportiva giovanile; realizzare un’efficace azione di coinvolgimento e di avvicinamento dei bambini “non praticanti” il giocosport».

Maurizio Cremonini ha “sposato” in pieno questo progetto: «Ho accettato molto volentieri questo invito perché condivido in tutto e per tutto lo spirito di questa manifestazione che ha un doppio obiettivo: ludico e formativo/educativo. Il minibasket ha dovuto adeguare stili e metodi di insegnamento alla nostra società, alla nostra cultura, o forse è meglio dire alla nostra “non cultura” fisica-motoria e sportiva scolastica. I bambini di oggi, soprattutto a causa del Covid, sono sempre più poveri dal punto di vista motorio, il minibasket deve a tutti loro un’adeguata risposta, e lo deve fare accompagnandoli anche alla pallacanestro con gli strumenti giusti: motori-sociali-tecnici e cognitivi. È una sfida complessa e impegnativa che va affrontata ogni giorno, con in testa anche un valore superiore del nostro essere insegnanti prima che allenatori. Far crescere persone prima che giocatori».

La serata si è conclusa con la consegna ad ogni plesso di 10 palloni e un libro sul Minibasket.

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