È stata riaperta ierii, sabato 25 aprile, la biblioteca civica di Cazzano di Tramigna, dopo un periodo di chiusura dovuto al rifacimento dei locali e all’ampliamento della sede del presidio culturale. Un intervento atteso da tempo dalla comunità, che da oggi può tornare a fruire, oltre che degli spazi dedicati al servizio bibliotecario, peraltro completamente rinnovati, anche di nuova aula studio e lettura, ricavata nella parte posteriore del municipio in piazza Matteotti. L’intervento è stato realizzato grazie ai fondi europei veicolati dalla Regione attraverso il GAL Baldo-Lessinia.
Il nuovo spazio, progettato dall’architetto Silvia Corradi, già completamente arredato, è dotato di connessione wi-fi, videoproiettore e schermo e potrà accogliere fino a una trentina di persone per appuntamenti culturali, formativi e ricreativi. Ma non è tutto, infatti il servizio bibliotecario riparte con orari di funzionamento ampliati e nuovo personale, con due operatrici dedicate alla gestione del servizio. Un passaggio, quello dell’ampliamento degli orari di apertura e del numero di personale dedicato, fondamentale alla luce dell’adesione della biblioteca della piccola località della Valtramigna al Sistema bibliotecario provinciale di Verona, approvata all’unanimità dal consiglio comunale negli scorsi mesi e che da oggi è effettiva.
«La biblioteca è rimasta sostanzialmente chiusa per molti anni, ma non è mai stata dimenticata – ha ricordato la sindaca, Maria Luisa Guadin -. L’amministrazione e gli uffici hanno lavorato con impegno per ridare vita a un servizio fondamentale per la collettività». Accanto alla sala studio, infatti, è stato realizzato anche uno spazio dedicato ai bambini, con l’acquisto di nuovi libri pensati appositamente per i più piccoli.
All’inaugurazione è intervenuto anche il consigliere regionale Matteo Pressi, già sindaco di Soave che ha commentato: «Questo intervento qualifica ulteriormente Cazzano di Tramigna, la quale sta acquistando sempre di più una certa vivacità culturale, grazie anche alla valorizzazione del “percorso dell’iris”, inteso non solo come itinerario turistico ma anche come sentiero in grado di raccontare la storia di questo luogo. Mi complimento con l’amministrazione per essere stata in grado di intercettare questi fondi comunitari. È la prova di come, con l’impegno di tutti, anche i comuni più piccoli possano accedere alle opportunità messe in campo dalla Regione e dall’Europa».






