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6 Febbraio 2023
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Cerea, Franzoni e Valdegamberi varano un “ponte commerciale e culturale” verso la Crimea

Franzoni Valdegamberi 2017

Un “ponte commerciale e culturale” che unisca idealmente Cerea alla Crimea. È il progetto presentato ieri, nella sala giunta del Comune di Cerea, dal sindaco Marco Franzoni e dal consigliere regionale Stefano Valdegamberi. Dove hanno fallito Onu, Vaticano, leader come Merkel e Obama, ci provano, quindi, Franzoni e Valdegamberi.

«Ringrazio per la presenza il consigliere Valdegamberi – ha affermato il primo cittadino presentando il progetto di un ideale ponte culturale e commerciale che, passando da rapporti di vicinanza e amicizia con la Federazione Russa, colleghi Cerea e la Repubblica di Crimea – con il quale diamo seguito alla promessa fatta in campagna elettorale di creare un nuovo asse tra Cerea, la Russia e la Crimea. C’è la volontà di seguire il percorso intrapreso dalla Regione Veneto, che, su spinta proprio di Valdegamberi, è stata la prima Regione d’Europa a riconoscere la Repubblica di Crimea. Si tratta di un messaggio politico per manifestare la contrarietà alle assurde ed inefficaci sanzioni alla Russia, che hanno provocato pesanti danni economici alle nostre aziende, con ricadute negative in termini occupazionali».

«Con la Russia e con la Crimea – ha proseguito Franzoni – si vogliono creare ponti e non muri. Quello che vogliamo mandare è un segnale di dialogo. Non abbiamo la presunzione di sostituirci agli organi competenti in tema di politica estera, né tantomeno di fare azioni diplomatiche, ma vogliamo dare un segnale politico allo Stato italiano e ad una Europa senza una vera e propria politica estera indipendente. Inoltre si tratterebbe di ridare fiducia ai nostri comparti produttivi locali, provati fortemente dalla crisi economica e dall’embargo russo. Nei prossimi giorni, come Comune, prepareremo un atto di indirizzo per dare il via a questo percorso».

«La realtà economica ceretana, basata in prevalenza su agricoltura e mobile d’arte, è stata fortemente penalizzata dalle sanzioni contro la Russia. Con l’embargo sono crollati i prezzi dei prodotti agricoli, anche a causa di una sovraproduzione che è rimasta nei magazzini di ‘casa’ nostra in mancanza dello sbocco sul mercato russo – ha detto Valdegamberi -. Voglio sottolineare, inoltre, che i russi sono molto patriottici e quindi, se anche non esiste un embargo che riguarda il settore del mobile, sono loro che non vedono di buon grado le merci che provengono da un Paese che ha approvato le sanzioni».

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