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22 Settembre 2020
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CereaBanca 1897 dona 10 caschi per la ventilazione all’ospedale di Legnago. Mastena: «Serve una banca Veneta»

CereaBanca 1897 ha donato 10 caschi per ventilazione alla terapia intensiva dell’ospedale di Legnago. Ordinati dall’istituto di credito cooperativo in pieno lockdown, i macchinari per assistere in particolare gli ammalati di Covid-19, ma utilizzati anche nella normale attività di terapia intesiva, sono stati consegnati dal presidente di CereaBanca 1897, Luca Paolo Mastena, oggi nella sede della banca a Cerea, nelle mani del direttore generale dell’Ulss 9 Scaligera, Pietro Girardi.

«A nome di tutti i soci di CereaBanca 1897 ringrazio della presenza il direttore generale Girardi – ha esordito Mastena -. Per il territorio in cui la banca opera, l’ospedale di Legnago è fondamentale, è da sempre il nostro ospedale. Lì sono nati i mei tre figli, ed è un polo sanitario, ma anche economico, importantissimo, unico nel territorio. Siamo la banca piu longeva del Veronese e del Mantovano, da sempre vicina alle comunità in cui opera e sosteniamo dalle Pro Loco alla San Vincenzo, alle società sportive – ha proseguito il presidente Mastena -. Abbiamo fatto ripartire il Palariso di Isola della Scala con i nostri “Lunedì di Luglio”. Detto questo, non potevano non dare un segnale nell’emergenza Covid. Sono 10 caschi, una piccola cosa, un segnale appunto. Ma se l’Ulss 9 avrà necessità per l’ospedale di Legnago di qualcosa, di acquistare nuovi macchinari, sappia che CereaBanca 1897 c’è e ci sarà».

«L’importanza dell’ospedale di Legnago e del suo ruolo nella sanità veronese l’abbiamo ben presente e si è vista anche nell’emergenza Coronavirus, che non è finita, perché abbiamo casi di Covid che vengono dall’estero, contagi che andiamo a prenderci all’estero e ammalati nuovi che ci trasmettiamo – ha sottolineato Girardi -. Quindi, grazie a CereaBanca 1897 per quest’impegno. Io sono nato e abito a Castelmassa e l’ospedale di Legnago è anche il mio ospedale, della mia famiglia. Importantissima, per il territorio, è la sua Cardiologia. Ricordo che siamo riusciti a portare, per ora sulla carta, un finanziamento di 70 milioni di euro per riammodernare il polo ospedaliero legnaghese – ha continuato Girardi che a dicembre vedrà scadere il suo mandato quinquennale e che punta naturalmente alla riconferma da parte della Regione -. La speranza ora, è di concretizzare con i progetti nei prossimi cinque anni questi finanziamenti».

«Tornando all’emergenza Covid – ha ripreso Girardi – posso dire che il numero di asintomatici è molto più elevato rispetto a prima, con tanta gente che entra magari entra in ospedale per una frattura, che per protocollo vengono controllati con il tampone, e troviamo positivi. Di questo, pochi necessitano di ricovero ed inoltre abbiamo, oggi, maggiori informazioni per affrontare la malattia, abbiamo un’organizzazione collaudata che prima non avevamo. Ed in tutto questo il Veneto si è anche distinto come esempio di buona sanità. Quindi, oggi vediamo i numeri sotto controllo e soprattutto pochissimi casi in terapia intensiva. Ma questo perché si continua a mantenere le giuste regole di distanziamento sociale e la mascherina di protezione al chiuso. Lo ripeto, il Covid-19, non se n’è andato è ancora presente».

«CereaBanca 1897 non ha avuto un dipendente positivo ai Covid – ha concluso Mastena -. E in quest’emergenza, che è anche economica, ritengo sia stata fondamentale la vicinanza del sistema bancario e finanziario. Una vicinanza che, purtroppo, Verona sta perdendo, come dimostra la vicenda di Cattolica Assicurazioni, dove stiamo perdendo il controllo dell’ultima grande realtà finanziaria della città. Per non parlare, e lo dico con amarezza, di quanto sta avvenendo nel modo delle Bcc, dove si parla continuamente di aggregazioni, che rischiano sempre più di allontanare le banche dal territorio in cui operano. Ed anche la divisione che sta avvenendo tra le due holding del mondo cooperativo, Iccrea Banca e Cassa centrale, è per me incomprensibile. È una battaglia tra poveri, cohe CereaBanca come tante altre Bcc, ha subito. Sette anni fa la Federazione veneta delle Bcc contava 34 banche di credito cooperativo. Ora siamo in 20. Io dico che è un depauperamento del territorio e che il Veneto è orfano di una banca veneta, e questo è una tragedia per tutta la media e piccola impresa veneta. Qualcuno ricorda quando nel 1985 la Banca d’Italia chiamò l’allora Cassa di Risparmio e Banca Popolare di Verona, guidate da Pavesi e Zanotto, per salvare l’Antonveneta? Eravamo più forti oggi o allora? Per questo dico che serve una banca Veneta, che oggi non abbiamo».

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