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22 Maggio 2024
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Ciclismo, la Riboli ingaggia nello staff tecnico Fausto Boreggio

Continuano i movimenti di mercato in casa Riboli. In settimana il presidente Enrico Mantovanelli ha ufficializzato l’accordo con Fausto Boreggio, classe 1962 di Rovigo, ex ciclista dilettante e direttore sportivo della Mobilvetta, squadra professionistica che nei primi anni 2000 saliva alla ribalta nazionale. Profilo di grande esperienza tecnica, dalla prossima stagione Boreggio affiancherà il Team Manager Emiliano Donadello, Davide Bastianello e Damiano Cunego all’interno dello staff.

“Ho corso in bici fino al 1990. Negli ultimi due anni di carriera era stata introdotta la categoria Elite e ho chiuso alla MG Boys, che poi è passata tra i professionisti come Del Tongo, con cui ho avuto giusto il tempo di fare alcune gare in Spagna. Ma la mia carriera si è sviluppata soprattutto nei dilettanti. Comincio con la Mantovani di Rovigo, poi passo alla Opel Vighini, dove resto un anno, quindi alla G.S. Bonlube. Quella è stata la mia stagione migliore, con cinque internazionali. Resto nel ciclismo e per un paio d’anni mi occupo di preparazione. Nel 1993 frequento un corso regionale per massaggiatore e faccio la ‘gavetta’ alla Mantovani. Qualche tempo dopo insieme a un valido gruppo di collaboratori creiamo una Under 23, la Serenissima, che ha continuato come G.S. Pasta Montegrappa, squadra dove ha corso anche il presidente Enrico Mantovanelli. Poi Nicola Vighini, che nel frattempo era con l’AutoBassano Velo Club Rosà, mi contattò e da lì sono partito come tecnico. Una delle esperienze più significative fu quella col Team Parolin FIS, dal 1994 al 2000, quando abbiamo costruito una delle squadre Under 23 più forti in Italia, vincendo tutto”.

La vittoria più bella in carriera?
“Trofeo Piva di Col San Martino, nel 1988”.

Gli atleti che hanno lasciato il segno?
“Non posso che ricordare con affetto e orgoglio Davide Casarotto, Mirko Rossato, o i fratelli Ongarato. Alberto in particolare, che ha corso nella Fassa Bortolo con Petacchi. Michele Gobbi era un altro bel talento ma ha avuto un paio di brutti incidenti ravvicinati, poi si è ripreso bene ma quegli infortuni sicuramente l’hanno limitato”. 

Quando nasce l’idea di collaborare con il Team Autozai Petrucci?
“Lo scorso anno sono stato coinvolto in un progetto per far partire da zero una squadra juniores, il Velo Club Anguillara. Quindi organizzare, trovare gli atleti, e fare un lavoro di ‘immagine’ e promozione sul territorio. In occasione del Memorial Rebellin, dove eravamo presenti con i nostri atleti, ho conosciuto Enrico Mantovanelli, presentatomi da Nicola Vighini di Autozai. Terminata la collaborazione con l’Anguillara mi hanno subito contattato per propormi di entrare nello staff della Riboli”. 

Obiettivi per la prossima stagione?
“Cercherò di portare esperienza e organizzazione, il progetto è di altissimo livello, così come la struttura tecnica e il roster di atleti che la società sta allestendo. Con Emiliano Donadello siamo entrati subito in sintonia, è della scuola di Mirko Rossato, parliamo la stessa lingua. Davide l’ho conosciuto per la pista e alcuni test che avevamo fatto. Damiano non ha certo bisogno di presentazioni, ricordo ancora quando era negli juniores e io e Nicola siamo andati a parlargli per convincerlo a venire nella Parolin. Le premesse per far bene ci sono tutte, non vedo l’ora di iniziare”.

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