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18 Agosto 2022
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Ciclismo, tre ex atleti del Riboli team al via sabato al Giro d’Italia

Ai vertici del ciclismo giovanile nazionale sin dagli esordi, il Riboli Team negli anni ha sempre confermato la sua vocazione: quella di essere una vera e propria fucina di talenti.
 E la conferma arriva anche dal 104° Giro d’Italia che partirà sabato 8 maggio da Torino, con al via tre ex atleti del team Riboli- Autozai Petrucci Contri: Davide Gabburo, 28 anni di Bovolone in forza alla Bardiani CSF Faizanè; Edoardo Affini, 24 anni, mantovano della Jumbo Visma, e Filippo Zana, 22 anni, vicentino di Thiene sempre della Bardiani CSF Faizanè.

«È sempre motivo di grandissimo orgoglio poter festeggiare la convocazione al Giro di tre ragazzi che sono stati parte della nostra famiglia sportiva – esordisce il presidente Enrico Mantovanelli – ci piace pensare che i due anni trascorsi insieme abbiano contribuito in maniera importante al raggiungimento di questo obiettivo. Tutti loro hanno avuto la possibilità di lavorare con uno staff preparato, capace di valorizzarne il talento, ma soprattutto di trasmettere quei valori che da sempre ci contraddistinguono: etica del lavoro, impegno, rispetto delle regole e dell’avversario».

«Siamo onorati di aver fatto parte, seppur per un breve periodo di tempo, di quelle che noi tutti ci auguriamo essere carriere lunghissime e ricche di soddisfazioni –  dice il tecnico Mauro Bissoli –. Ad ognuno di loro sono legati ricordi indelebili. Ricordo che Davide, con noi del 2010 e 2011, faceva fatica a finire le corse, ma già allora era mosso da una passione, da una forza di volontà e da una voglia di imparare con pochi eguali, che poi l’hanno portato a coronare il suo sogno di diventare professionista. 
 Edoardo, che in Riboli è stato nel 2013 e 2014, è l’esempio del bravo ragazzo, a scuola come nello sport. Diplomato geometra col massimo dei voti, allo stesso tempo ha fatto un percorso atletico e umano straordinario, raggiungendo l’apice con la convocazione e la vittoria all’Europeo del 2014. Filippo, con noi nel 2016 e 2017, me lo ricordo fin da giovanissimo. Suo zio era amico del nostro ex direttore sportivo Emiliano Donadello, adesso alla Trevigiani, il quale durante un piccolo ritiro invernale ci espresse il desiderio di questo ragazzino, che voleva provare a girare in pista. 
Così lo portammo con noi a Montichiari, dove ci allenavamo. Già allora si poteva intravedere in lui un grande potenziale. Era molto determinato, un duro, uno che parlava poco ma che sapeva sempre trovare le parole giuste al momento giusto. Un cavallo di razza».

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