Ha registrato un’adesione pressoché totale la mobilitazione promossa nei giorni scorsi dalla Fiom Cgil e dalla RSU nello stabilimento “Prima Industrie” di Cologna Veneta. Le ultime quattro ore di sciopero e il presidio organizzato davanti ai cancelli dell’azienda hanno visto fermarsi il 100% dei lavoratori della produzione e circa il 90% del personale impiegatizio.
Prima Power è un gruppo internazionale attivo nelle tecnologie per la lavorazione della lamiera, nato dall’integrazione tra le attività della torinese Prima Industrie e della finlandese Finn-Power. Il gruppo conta circa 1.700 addetti nel mondo e realizza macchine e sistemi automatizzati destinati ai principali settori manifatturieri internazionali. In Italia mantiene due siti strategici: il quartier generale e polo tecnologico di Collegno (Torino) e lo stabilimento di Cologna Veneta, specializzato nelle tecnologie di piegatura della lamiera. Proprio tra questi due siti è stato avviato nel 2019 il percorso di armonizzazione degli accordi aziendali che oggi costituisce il cuore di questa vertenza che, appunto, nasce da una serie di criticità che da tempo vengono segnalate dai lavoratori e che, ad oggi, non hanno trovato risposte soddisfacenti da parte dell’azienda.
Tra queste figurano il crescente disagio legato a una gestione organizzativa ritenuta inadeguata, la mancata disponibilità aziendale a discutere il tema degli assorbimenti dei superminimi e, soprattutto, il mancato riconoscimento del premio di anzianità ai dipendenti dello stabilimento di Cologna Veneta, concesso invece ai colleghi di Collegno.
Nel 2019, a seguito dell’armonizzazione tra i siti produttivi di Collegno e Cologna Veneta, le parti avevano sottoscritto un accordo che, secondo la ricostruzione sindacale, prevedeva il mantenimento e l’estensione di una serie di istituti contrattuali. Durante il confronto svolto il 5 maggio scorso all’Unione Industriali di Torino, la RSU e la Fiom hanno ribadito come l’accordo del 30 settembre 2019 riconosca il diritto al premio di anzianità anche per i lavoratori di Cologna Veneta, cosa che però l’azienda continua a contestare.
La trattativa per il rinnovo del contratto integrativo aziendale, avviata nel 2023 e intensificatasi nel corso del 2025, si è progressivamente arenata proprio su questo tema. Nonostante l’impegno assunto dalla direzione a riaprire il confronto entro il mese di aprile, ad oggi non sono stati registrati passi avanti concreti.
«Le adesioni allo sciopero dimostrano che il problema non riguarda una singola rivendicazione, ma un malessere generale che coinvolge l’intero stabilimento», dichiara Girolamo Bracco, funzionario della Fiom Cgil di Verona che segue la vertenza. «I lavoratori chiedono maggiore chiarezza organizzativa, il rispetto degli accordi sottoscritti e pari trattamento rispetto agli altri siti del gruppo. Non è accettabile che, dopo anni di confronto e dopo un percorso di armonizzazione condiviso, i dipendenti di Cologna Veneta vengano privati di un premio specifico che ai colleghi di Collegno è pienamente riconosciuto. Il mandato che abbiamo ricevuto dalle assemblee e anche dall’adesione massiccia allo sciopero è molto chiaro e la Fiom continuerà a perseguire ogni strada utile per tutelare i diritti dei lavoratori, mantenendo aperto il confronto per arrivare ad una soluzione condivisa, ma senza escludere, qualora fosse necessario, anche il ricorso alle vie legali per ottenere il pieno riconoscimento di quanto previsto dagli accordi sottoscritti».






